mercoledì 3 febbraio 2010

Campagne elettorali pagate dai cittadini inconsapevoli!!





La questione degli spot della Regione Liguria deliberati dalla Giunta Burlando, di fatto rappresentano una "campagna elettorale" pagata con i fondi pubblici. Burlando ha recentemente dichiarato che ha chiuso i contratti di tali spot nel 2009 per non influenzare la campagna elettorale, ma questa dichiarazione è solo una mezza verità (e mezza menzogna), in quanto i contratti sono stati chiusi (firmati) nel 2009 ma con effetto anche sul 2010. Non solo: agli spot della campagna auto-promozionale “resta in ascolto” si sono aggiunti quelli con il logo europeo.

L'opposizione di centrodestra naturalmente tace, anche perché la legge che permette questa "campagna" pubblicitaria con manifesti, spot, inserzioni su tv, radio, giornali e siti internet, pagata con fondi pubblici, era stata approvata proprio durante la presidenza della Regione di Sandro Biasotti.!!!!!

Questa situazione mette in discussione alla radice la possibilità di una corretta informazione dei cittadini che dovranno votare - e quindi valutare e scegliere - nel prossimo mese di marzo il nuovo governo della Regione. Tale investimento di soldi pubblici che arrivano nelle case degli editori, rappresenta, inoltre, un rischio devastante di condizionamento dell'informazione. Infatti qualche editore, certamente sensibile agli "inserzionisti", per di più in un periodo di crisi, potrebbe cedere ad un atteggiamento meno critico e non indipendente nell'informazione che riguarda il governo della Regione Liguria, se non addirittura arrivare ad un condizionamento sulla scelta dei giornalisti a cui affidare o meno incarichi.

Arriveremo prima o poi alla fine di queste turpi attività "antidemocratiche"?

domenica 17 gennaio 2010

Di Pietro e Il Giornale, a quale gioco stanno giocando?


PDFStampaE-mail
domenica 17 gennaio 2010
Antonio Di PietroIl Giornale è tornato a parlare di Antonio Di Pietro. Di Pietro è tornato a parlare de Il Giornale. Siamo ad un nuovo, perfetto, gioco delle parti che si inserisce perfettamente nel disegno di normalizzazione della politica, necessario a far dividere il Paese in due, facendogli credere che ci sia una contrapposizione, una differenza... una maggioranza ed un opposizione. Evitando, quindi, che i cittadini, stufi della situazione devastante in cui è stato trascinato il Paese, si organizzino in modo autonomo e libero dall'oligarchia politica e dalla commistione politica-affari che coinvolge tutti, ma proprio tutti, gli "attori" della politica italiana...
Perché diciamo questo? Semplice: Il Giornale non affronta la questione Di Pietro ed Italia dei "Valori" in modo corretto, ma funzionale alle non risposte di Di Pietro, garantendogli la facile via di fuga dell'urlare alla diffamazione ed alla calunnia. Il Giornale infatti non affronta notizie certe, inconfutabili... evita di parlare degli aspetti gravi e disdicevoli su cui Di Pietro evita efficacemente di replicare a quanti li pongono da tempo, come noi, DemocraziaLegalità, Elio Veltri e la
Voce delle Voci ancora di recente.

Non è una novità. Infatti già Silvio Berlusconi soccorse Di Pietro non molti mesi fa, urlando, di punto in bianco "Di Pietro mi fa orrore", proprio mentre Di Pietro spiegava al GIP di Roma, in una dichiarazione spontanea, che lui era vittima di una persecuzione mediatica chiaramente finalizzata a colpirlo durante la campagna elettorale [
clicca qui]. Ed in questo gioco delle parti, non si parla, ad esempio, delle questioni etiche e morali per cui Di Pietro è chiaramente identico agli altri, per nulla diverso o alternativo. Proviamo a ricapitolarle.

Cesare Previti1) Antonio Di Pietro è un amico di Cesare Previti. Non a caso è proprio presso lo studio Previti che incontrò Silvio Berlusconi, prima dell'insediamento del primo governo presieduto proprio dal già ben "noto agli uffici" (soprattutto a quelli da cui Di Pietro proveniva!) Silvio Berlusconi. Di Pietro ha sempre sostenuto che per lui l'amicizia è una cosa ed il lavoro è un altro, peccato che dovrebbe, a questo punto, spiegare come faceva a restare con i colleghi del Pool di Mani Pulite che indagavano sui casi Imi-Sir e Sme, ovvero sulla corruzione in atti giudiziari commessi da Previti per conto di Silvio Berlusconi, o sui famosi rapporti e tangenti traBerlusconi e Craxi, ed essere al contempo amico e frequentatore di Cesare Previti.

Silvana Mura2) Antonio Di Pietro ha costituito un associazione di tre persone denominata "Italia dei Valori". Oltre a lui siedono in questa: Silvana Mura (nominata da Di Pietro alla carica di tesoriere) e Susanna Mazzoleni (moglie di Di Pietro e titolare del dominio internet www.italiadeivalori.it, ma senza alcun ruolo all'interno del Partito). A questa associazione solo Di Pietro può ammettere altri soci, con apposito atto notarile, nessuno, infatti può altrimenti entrarvi. E' a questa associazione (dei tre) che viene versato il "rimborso elettorale", alias il finanziamento pubblico ai partiti (per il 2008 una cifra pari a circa 8 miliardi di vecchie lire), e non al "partito" che partecipa alle tornate elettorali.

3) Secondo l'art. 10 dello
Statuto del Partito, pubblicato sul sito dell'IdV, il presidente del partito Italia dei Valori è il presidente dell'Associazione "Italia dei Valori", ovvero Di Pietro, che per decadere dovrebbe dare le dimissioni o essere sfiduciato dalla moglie e dalla Mura. Nessun organo del partito può sostituire il Presidente. Il Bilancio del Partito è approvato dal Presidente e nessun organo interno può sindacarlo, come non è sindacabile qualunque altra decisione del Presidente. Come ha sottolineato Elio Veltri, in sintesi: se il Gran Consiglio del Fascismo fosse stato costituito come l'Associazione Italia dei Valori, Mussolini non sarebbe mai stato sfiduciato, rimosso e non sarebbe stato arrestato.

immobiliare4) Antonio Di Pietro ha legittimamente costituito una società a responsabilità limitata a socio unico (lui) per la gestione di immobili. Si tratta dalla "Antocri". Con lui nel Cda sedevano inizialmente Silvana Mura (la tesoriera dell'associazione "Italia dei Valori" e del partito "Italia dei Valori") e Claudio Bellotti, che sarà e resta l'Amministratore della società, anche quando Di Pietro e la Mura, in coincidenza con l'elezione di entrambi, nel 2006, usciranno dal CdA.

5)
L'Antocri acquista degli immobili. Uno di questi, acquistato dalla Pirelli Re, nello stesso palazzo del gruppo SINA di Marcellino Gavio, una delle principali società con rapporti d'affari con il Ministero delle Infrastrutture, retto proprio da Antonio Di Pietro (guarda tu le coincidenze!). L'Antocri di Antonio Di Pietro, secondo le dichiarazioni pubbliche, acquista gli immobili pagando una parte del valore con i soldi ricavati dalla vendita degli uffici di Busto Arsizio e coprendo l'altra parte con un mutuo.
I Bilanci dell'Antocri dicono che le uniche entrate della società che permettono di pagare il mutuo sono i canoni di affitto.
E chi ha in affitto quegli immobili? L'Italia dei Valori. E quali introiti ha l'Italia dei Valori? Il rimborso elettorale, alias il finanziamento pubblico. Di chi saranno gli immobili acquistati dall'Antocri srl una volta concluso il pagamento del mutuo, che come abbiamo visto viene pagato attraverso le entrate degli affitti versati dall'Italia dei Valori che percepisce i rimborsi elettorali? Saranno del socio unico dell'Antocri, ovvero di Antonio Di Pietro.

Di Pietro sostiene la Brebemi spa dove siede il suo socio Testa6) Antonio Di Pietro ha anche aperto una società estera, in Bulgaria, la "Suko". Di Pietro qui è socio con Tristano Testa. Tristano Tesa è entrato nel CdA e poi anche nel Comitato Esecutivo della "Brebemi spa", mentre Antonio Di Pietro era al Ministero delle Infrastrutture. Questa società opera con i finanziamenti pubblici ed europei e grande sponsor della stessa è stato il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, unitamente al "governatore" della Lombardia, Roberto Formigoni. Si leggono nei verbali del CdA della Brebemi le prodighe azioni di Di Pietro a sostegno della Brebemi, anche davanti ai dubbi sollevati dalla Commissione dell'Unione Europea, oltre che la soddisfazione per aver ottenuto, tramite i parlamentari amici, una modifica della legge Finanziaria a vantaggio delle casse della società. Da quando abbiamo pubblicato gli stralci di tali verbali, i nuovi documenti depositati dalla Brebemi sono "omissati" (guarda tu, il caso!).

7)
Antonio Di Pietro ha attivato una partecipazione molto attiva alle lottizzazioni degli Enti e delle Società partecipate ove governa a livello locale, ma anche durante il suo ministero. Abbiamo realizzato una ricostruzione grafica di tali nomine e rapporti a cui rimandiamo integralmente. Vediamo qui solo un esempio, quello dell'Abruzzo, dove dichiara - a seguito dell'arresto di Ottaviano Del Turco - che la "politica in Abruzzo del PD è marcia". L'Italia dei Valori era in quella Giunta presieduta da Del Turco, aveva visto nominati da Del Turco - e da quella "politica marcia" - diversi uomini dell'IdV nell'ente regionale (il Presidente, un Consigliere, un Revisore). Inoltre in quella regione dove la "politica del PD è marcia" il Partito di Di Pietro è in Giunta e Maggioranza in molteplici enti locali, da cui non pare si sia dimesso nessuno, nonostante gli annunci eclatanti di Antonio Di Pietro!

I contatti tra Di Pietro e Cecchi Gori, attraverso Scicchitano 8) Antonio Di Pietro ha promosso ad esempio il suo legale - ed ex candidato dell'IdV - Sergio Scicchitano, nel consiglio di amministrazione dell'ANAS. Oltre a quanto già scritto in merito al soggetto, è emerso il coinvolgimento di Antonio Di Pietro, proprio per il tramite di Sergio Scicchitano, nelle attività di Vittorio Cecchi Gori e nei contatti di questi con soggetti diversi, tra cui alcuni giudici, per la bancarotta fraudolenta della Cecchi Gori Group - Fin.ma.vi. Ciò emerge chiaramente dagli estratti dell'Informativa della Guardia di Finanza alla Procura che ha disposto l'arresto di Cecchi Gori, pubblicati, in stralci, da Repubblica. Ma anche su questo non se ne parla!

Franco La Rupa, indicato ad Amantea da Di Pietro quale simbolo del rinnovamento9) Antonio Di Pietro ha sempre promosso scelte di persone estremamente dubbie. Anche su queste abbiamo scritto ampiamente e ricordato anche del rapporto pubblico con Franco La Rupa, ex Sindaco di Amantea (Comune sciolto per infiltrazioni mafiose), già indagato per corruzione e poi arrestato per i suoi consolidati rapporti con le cosche della ‘ndrangheta. Ma sempre in Calabria, regione dove la massoneria è potente, molti sono gli uomini legati ad ambienti "indecenti" che Di Pietro ha promosso e promuove. Poi c'è la realtà della Campania. Qui il consigliere regionale dell'IdV (anche responsabile provinciale di Napoli) è Nicola Marrazzo, il cui fratello aveva diverse società che operavano nella "partita rifiuti". A tali società è stata negata la certificazione antimafia, a seguito di indagini della DDA, in quanto le società della famiglia Marrazzo sono state indicate qualiriconducibili al clan camorristico dei Casalesi. Il Tar ed il Consiglio di Stato hanno confermato la decisione della Prefettura e negato le certificazioni. Recentemente abbiamo anche ricordato dei rapporti tra uomini e donne di Di Pietro e dell'IdV con gliuomini di D'Alema e Burlando in Liguria, quali i soci della Ital Brokers portati alla ribalta dal libro "Il Partito del Cemento".

10)
Anche i comportamenti di governo e parlamentari di Antonio Di Pietro e dell'Italia dei Valori sono stati abbastanza, crediamo, significativi. Quando i propri voti possono essere determinanti per fermare provvedimenti scorretti e pericolosi non si fa nulla, quando invece i propri voti non sono determinanti allora si può tranquillamente fare i "duri" e conquistare la fiducia di quanti ancora non hanno compreso che i due schieramenti (non solo PDL e PD, ma complessivamente i due schieramenti) sono in realtà complementari. Esempi? Quanti se ne vuole. Vediamone alcuni.

-
Istituzione della Commissione Antimafia nella passata legislatura. Nel voto parlamentare per impedire che condannati eletti potessero entrare a far parte nella Commissione d'inchiesta, l'Italia dei Valori (tranne un solo parlamentare) ha votato con i "nemici" per permettere anche ai condannati di entrare (come poi è stato) nella Commissione Antimafia.

Gianfranco Fini- Istituzione della Commissione d'Inchiesta sul G8 nella passata legislatura. Una Commissione che, alla luce del lavoro svolto dalla magistratura, accertasse anche la responsabilità politica della gestione delle "giornate" di Genova, come ad esempio: perché mentre il Prefetto dormiva nei suoi appartamenti per tutta la durata delle mobilitazioni anti-G8, l'allora Vice-Presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, era in Questura, mentre il suo "colonnello" Bornacin era al Comando regionale dei Carabinieri? Od anche per capire quali siano state le responsabilità dei comandi assegnati ai reparti anti-sommossa durante le manifestazioni; capire quali responsabilità vi sono state nella gestione del Ministro degli Interni e delle Autorità di Pubblica Sicurezza nella dislocazione dei reparti (chi conosceva Genova nella "Zona Rossa" e chi non conosceva la città lungo le strade delle manifestazioni con conseguente disorientamento totale). Non quindi una sovrapposizione alla Magistratura, bensì l'esatto opposto: non delegare alla magistratura il compito della politica! Di Pietro e l'IdV si sono schierati contro la Commissione ed hanno votato insieme a Fini e Scajola!

Lunardi - Di Pietro, perfetta continuità- Grandi Opere e TAV. Antonio Di Pietro, in qualità di Ministro dei Lavori Pubblici, dopo aver promosso tutti gli uomini della gestione Lunardi, ha deciso di sconfessare il Consiglio di Stato! Infatti l'organo giudiziario aveva dichiarato che i progetti, gli incarichi ed i costi delle opere assegnate dal Ministro Lunardi durante il Governo Berlusconi, potevano essere rescissi, per procedere ad una rivalutazione ed assegnazione con una gara d'appalto europea, garantendo anche costi inferiori. Di Pietro invece ha scelto di confermare i progetti, gli incarichi e gli elevati costi che Lunardi aveva fatto su tutte le Grandi Opere e sulla Tav, in piena linea con il voto parlamentare espresso a favore del Ponte sullo Stretto.

Renato Schifani- Insediamento del Senato ed elezione del Presidente - attuale legislatura. Senza che nessuno battesse ciglio, anche tra i banchi dell'Italia dei Valori, un mafioso accertato con sentenza definitiva, quale Giulio Andreotti, ha presieduto la seduta di insediamento del Senato. Ma non basta. La tanto rigorosa "opposizione" ha partecipato in buon ordine alla votazione di Renato Schifani alla presidenza del Senato, seconda carica dello Stato, nonostante fosse risaputo il suo passato di amicizia e affari con uomini d'onore di Cosa Nostra. Infatti, non solo il PD, ma anche l'Italia dei Valori, ha partecipato in silenzio alla votazione, votando scheda bianca, senza minimamente disturbare!

Cirino Pomicino11) Non stiamo a ripetere quanto già scritto in merito ai rapporti con Cirino Pomicino e Patriciello, quelli conla Pizzarotti, l'uomo dei Bingo in Sicilia,... è tutto nel dossier che abbiamo pubblicato già dal marzo 2007 e via via aggiornato.

Ora, fatto questo sintetico - anche se necessariamente lungo - riassunto, ribadiamo:
perché di questi fatti non si parla?
perché di tutto questo il Giornale non parla?
perché su tutto questo Di Pietro non da risposte?

Semplice:
il gioco delle parti prevede di consolidare due blocchi apparentemente contrapposti, da una parte Berlusconi e dall'altra Di Pietro. Si sollevano questioni penali che non c'entrano nulla, in quanto la questione centrale è quella etica, ovvero quella per cui Di Pietro si presenta come "simbolo", quando invece non lo è affatto!

Qualcuno potrà dire: ma perché nessuno parla di tutto questo? Semplice:
perché Di Pietro fa le stesse cose che fanno gli altri, nulla di più, nulla di meno. Lo fa, come gli altri, perché in Italia non esiste alcuna legge sulla responsabilità giuridica dei partiti, tanto che i Bilanci di questi possono tranquillamente essere falsi - anche se il falso in bilancio fosse ancora un reato penalmente perseguibile nessuno potrebbe contestare nulla -. Il capo di un partito in Italia può comprare con i rimborsi elettorali appartamenti o yacht per se, i figli, la moglie o l'amante ed è tutto legittimo, non essendoci alcuna legge che stabilisce il contrario... questa, per fare un esempio molto concreto, è la questione in Italia. Se sollevassero tutto questo, quindi, su Di Pietro, si solleverebbe per tutti... ed il gioco delle parti non vuole rovinare il "gioco", vuole perpetuarlo! La disinformazione è anche questo: far credere, ciascuno ai propri, che lo scontro si fa duro, quando invece, è il banco che vince sempre, perché al banco sono seduti tutti... a perdere sono solo i cittadini, ma finché i cittadini non si svegliano - o per meglio dire: non vogliono svegliarsi - nulla potrà cambiare!



lunedì 11 gennaio 2010

Lo "sperpero continuo" di danaro pubblico




ORAS

Genova, domenica 10 gennaio 2010

Caro presidente - nonchè candidato alle prossime elezioni regionali,

ti scrivo queste righe dopo aver letto l'articolo pubblicato in data odierna dal SECOLO XIX sulle pagine dell'edizione del Levante a firma Badinelli.
Premetto che nutro la speranza che tu conosca l'attività che l'associazione che coordino - ORAS - ha promosso sulla questione oggetto dell'articolo citato.
Se così non fosse, ti offro la possibilità di farlo adesso andando all'indirizzo: http://portodilavagna.blogspot.com/ , dove troverai la massa documentale necessaria a comprendere i punti focali della questione che svilupperò qui di seguito.
Ti comunico, comunque, la mia disponibilità a fornire ai tuoi uffici qualsiasi ragguaglio necessario.
Veniamo dunque all'articolo citato e all'argomento principale che risulta essere il "danno conseguente alla mareggiata" e leggiamo quanto riporta la Badinelli, tra virgolette, quindi presumendo che sia frutto del tuo pensiero, espresso con la voce <<Non abbiamo la pretesa di accontentare tutti, ma vogliamo dare un po’ d’ossigeno a chi dovrà rimediare ai guasti del maltempo. Il provvedimento passerà in consiglio il 19 gennaio o a metà febbraio, prima dello scioglimento dell’assemblea in vista delle elezioni regionali. Nel frattempo, la giunta predisporrà i criteri di accesso ai finanziamenti...>>.
Mi piace il ricorso ad un vocabolo ecocompatibile quale è "ossigeno" invece di usarne uno di impianto capitalista quale potrebbe essere "danaro" oppure anche il volgarissimo "soldi" o, in estrema ipotesi, il nostro "palanche"!!
Mi piace che tu, vecchia volpe comunista, sia capace di scostarti abilmente dalle tesi, ormai rimaste solo alla sinistra critica, che vedono l'anticapitalismo quale unica versione di un possibile modello politico........ti sposti al centro e fai bene, potresti anche sopravvivere un'altro po', magari grazie alle "riserve energetiche/lipidiche" di Monteleone.
Mi piace che tu "corra in aiuto" a dei soggetti che ben difficilmente ti hanno dato preferenze in passato e che oggi, con quel misero 0,3 % che ti fa stare sopra Biasotti, fai bene ad incantare con qualche "mussa" la platea di ascoltatori (siamo genovesi no ?).
Mi piace perchè renderai la vita più difficile al tuo rivale e, se lui vincerà, vorrà dire che avrà imparato qualche cosa dei dettati della "terza internazionale" ( te li ricorderai almeno nei passi fondamentali, spero ).. e quindi sarà più "capace" a sopravvivere.
Mi piace poi, anzi mi piacciono assai, i provvedimenti presi allo scadere dei mandati.......fanno tanta tenerezza, perchè sono immagine di grande debolezza!
Mi piace poi sapere che "la giunta predisporrà i criteri di accesso ai finanziamenti"; è un colpo da maestro! Per chi è in grado di capire il senso "terzointernazionalista" significa quanto segue: NON PRENDERANNO I SOLDI I DANNEGGIATI ( A FONDO PERDUTO, OVVIAMENTE ) ma individueremo criteri che saranno solo ed esclusivamente "clientelari"!
Ora, dopo aver "confessato" i miei punti di gradimento, voglio dirti cosa non mi piace:
Non mi piace e non mi è mai piaciuto che gli amministratori pubblici gettino nel cesso i soldi dei cittadini, a questo, semmai, pensano già i malviventi che gestiscono i tributi......la questione Publiconsult, San Giorgio, Tributi Italia non ti dovrebbe essere sconosciuta; in quel caso puoi chiedere a Pericu che dovrebbe averne ricordo anche se, penso, abbia esercitato un metodo di "rimozione"!
Non mi piace che tu prenda la parola in una sede - il comune di Lavagna - che della pessima abitudine di cui sopra (gettare i soldi pubblici nel cesso), ha fatto cartello elettorale e a questo proposito ti rimando alla lettura del bilancio del comune, alla lettura degli ultimi articoli del SECOLO XIX che affrontano l'argomento delle casse comunali ormai "svuotate", a qualche chicca, sconosciuta ai più, tipo i miliardi di lire che il sig. Jack Rock Mazreku, gestore del porto, deve alla collettività italiana sotto forma di canoni di concessione mai pagati (così come mai li hanno pagati i suoi predecessori della Cala dei Genovesi), di tributi locali e di oneri concessori rappresentati, per esempio, dal ripascimento annuale delle spiagge onde ristabilire la linea di costa preesistente; voglio ricordarti che siamo ancora in attesa che la dirigente dell'ufficio TARSU di Lavagna attivi le norme che le consentono di recuperare almeno tre milioni di euro di imposta che il sig. J.R.Mazreku ha incassato dagli utenti ma ha "scordato" di versare al comune; ad un comune che "deve" - per sanare le casse - imporre il pagamento della sosta a chi va all'ospedale per visitare i parenti/degenti!!
Voglio altresì ricordarti che un tribunale della Repubblica Italiana, quello di Genova, ha condannato il "concessionario" del porto di Lavagna a ripascere le spiagge del comune sino al termine del contratto concessorio nell'anno 2024; voglio ricordarti anche che la Porto di Lavagna spa, di cui J.R.Mazreku è amministratore, ha contestato il suo "obbligo" e, come ben dovresti sapere, il comune di Lavagna, anzichè attivare una sola delle numerose procedure disponibili, ha chiesto, non più di un anno fa, un finanziamento regionale per ottemperare alle mancanze contrattuali del gestore (chiedi a Vaccarezza e ad Armanino).
Se mai tu volessi approfondire, non farti ingannare dalle sciocchezze di quella amministrazione che ha, tra l'altro, gratificato il sig. J.R.M. del dono di ben 3 milioni di euro di ICI arretrata perchè - così disse l'amministrazione nel 2007 - "volevamo evitare i contenziosi !?!?
Non mi piace quindi che tu, oggi, spenda danaro pubblico in una direzione che non deve essere così "automatica e generalizzata" e ti suggerisco, quindi, di sollevare le imprese danneggiate, di risollevare il turismo ( se ne hai una "visione"), di mettere in grado il territorio di riprendersi creando ricchezza ma, prima di ogni cosa, attivati a recuperare i danari (chiamiamoli "ossigeno"...và) che il sig. J.R. ha bellamente trasferito alle isole Cayman così come è arcinoto ai pubblici amministratori della "ridente cittadina del Levante" che ti ha ospitato.
Chiudo con qualche chiarimento:
sono naturalmente conscio che tu voglia proseguire "senza macchie" la tua carriera di politico/amministratore ma, ti suggerisco, di evitare di circondarti sempre più e sempre più intensamente di yes men e di adulatori clientelari; credo che la situazione, che alcuni non vogliono vedere - e non ti vorrei tra questi - stia voltando al peggio e che occorra, ad un buon amministratore, una "visione" che tenda a costruire ricchezza territoriale intrinseca (sei un ingegnere e devi comprenderla meglio di altri); il percorso che porta a questo risultato passa per la volontà di leggere bene le critiche e farne tesoro.................
Nel 2005 sei stato favorito da due immense "porcate": il "dono" delle firme false che ti abbiamo messo sul piatto e la "rinuncia" di Biasotti a contestare le schede annullate a seguito della "dolosa" interpretazione dell'esito del voto disgiunto data dai presidenti di seggio, voluta "lassù dove si vuole ciò che si puote".
Buon anno, non solo a te, ma, in particolare, al popolo che deve digerire ciò che ancora per qualche mese uscirà dal tuo lavoro.
a.p.

sabato 26 dicembre 2009

La lettera di buon anno a tutti i sindaci levantini




ORAS 1 gennaio 2010
Oggetto: consulta permanente dei sindaci del Levante

Questa lettera, introduttiva ad un progetto che sarà descritto in una successiva comunicazione, si prefigge di indicare e sollecitare una visione di arricchimento dell'area geografica comunemente definita "Levante".
Molti indicatori, già da tempo, sollecitano una forte presa di coscienza della nuova realtà che si sta' definendo in merito alla futura possibile riorganizzazione della vita sociale levantina.
Alcuni di questi indicatori si offrono all'interno di una visione economico/politica di dimensione planetaria e, probabilmente, sarà opportuno limitarsi alla loro indicazione, senza doverne aprire un percorso di approfondimento.
Sono quelli che riguardano il cosiddetto "governo mondiale" e vale la pena liquidarli, per ora, riportando una dichiarazione rilasciata da un personaggio certamente noto a tutti: “Un colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile a molti, manovra il sistema da lontano. Spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti”. (Il Presidente brasiliano Lula al World Hunger Summit del 2004.)
Sono problemi che interessano i governanti degli stati nazionali, che , in qualche modo, dovranno modulare i loro metodi amministrativi per non far travolgere le nazioni loro affidate.
Ai sindaci, che governano da "vicino" e che sono espressione ancora legata al mondo della conoscenza diretta con i cittadini amministrati, queste cose interessano assai poco; principalmente per la impossibilità di rapportazione e intervento, secondariamente perchè hanno ad oggetto ricchezze prevalentemente monetarie, dunque virtuali e non certamente intrinseche come sono, invece, i territori loro affidati in gestione.
I territori affidati ai sindaci posseggono ricchezze rilevanti - e destinabili al miglioramento continuo della qualità della vita dei cittadini - che sono rilevabili solo riconfigurando la visione amministrativa d'insieme, per sostituirla a quella attuale.
Decenni di amministrazione pubblica indirizzata alla introduzione del criterio di "trasferimento delle risorse", hanno generato una visione falsa della conduzione dei comuni e delle aree intercomunali.
Decenni di colossali opere di disinformazione hanno prodotto uno spropositato sistema di "deleghe" volte a produrre i disastri di cui, oggi, è un esemplare modello Tributi Italia, ex San Giorgio, ex Publiconsult, ex Socea ecc.che ogni sindaco ha il dovere di conoscere assai bene!
Questo è uno dei molti risultati del " colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile a molti " di cui parlava Lula nel 2004, mettendo in guardia i governanti del mondo intero.
I sindaci hanno possibilità immense se solo riflettono su due determinanti fattori che alimentano questa posizione prestigiosa e sino ad ora trascurata:
Il primo consiste nella possibilità loro concessa di "fare patti da vicino" con i cittadini; i patti debbono essere intesi come risposte di arricchimento e non certo come sistema di distribuzione delle elemosine derivanti dai trasferimenti.
Il secondo si fissa sulla possibilità di produrre ricchezza d'area - generalmente intercomunale - che sia di valore intrinseco ed inalienabile, dunque inattaccabile dall'ingranaggio succitato.
Per ottenere il doppio beneficio: buona amministrazione riconosciuta e miglioramento della qualità della vita, è previsto che i sindaci agiscano in una visione d'insieme regolata da confini che non debbono mai essere posti secondo il criterio di "calata" dai sistemi di governo sovraordinati.
L'esempio più evidente di questa "possibilità" si manifesta oggi con la questione del tunnel Rapallo/Fontanabuona; il percorso fin qui seguito è eccellente e deve rinforzarsi ulteriormente per evitare l'infiltrazione - che genera debolezza, e distruzione - di coloro che, anche inconsapevolmente, agiscono a vantaggio del già citato " colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile a molti " che ha lo scopo di ridurre a zero le ricchezze intrinseche territoriali, per affermare i postulati della banca mondiale, il primo dei quali prevede profitto completamente slegato dall'area di produzione, dunque sempre in movimento.
All'interno dell'area levantina vi sono personaggi riconosciuti come "agenti" di questo devastante sistema, che tramano da tempo verso il graduale e continuo impoverimento dell'area, di cui molti amministratori sono titolari del "mandato ad agire", pur non rendendosene conto e dunque generando una ricaduta negativa sul territorio di appartenenza.
La costituzione di una consulta permanente dei sindaci del Levante, che comprenda entroterra e costa, assume oggi una evidente e necessaria risposta alla necessità, sempre più pressante, di preparare i territori affidati alla prossima e più violenta aggressione del sistema che sia mai stata messa in atto; l'impoverimento monetario che è alle porte avrà ritorni devastanti se non si da' provvedimento quanto mai rapido alla questione.
L'invito ad agire rivolto da ORAS ai sindaci destinatari di questo documento - ed esteso, attraverso loro, a tutti i cittadini del Levante - scaturisce dalla lettura degli elementi di conoscenza territoriali, e non, che avvertono, ormai da tempo, della urgente necessità di fare azione forte in una visione di "comunismo naturale" che è ben distante dalle impostazioni ideologiche fin qui seguite, e generate tutte - per suo solo interesse -,da quell' "ingranaggio invisibile",e perciò onnipresente, che ha prodotto il disastro visibile.
Grazie, buon lavoro
ORAS
a.p.

Osservatorio Regionale Anomalie del Sistema
oras.genova@gmail.com

giovedì 24 settembre 2009

Ecco una terribile notizia ! IRIDE, più disastri che benefici!

Una sorta di trattatello di "follia pura" smentito dall'intero settore progettuale del mondo occidentale !

Leggere e ridere è una cosa sola!

Dove vogliono portare il mondo ? Ad uno sfascio prematuro ?

Il responsabile del servizio idrico integrato di IRIDE spa, Ennio Trebino sostiene che tra le sfide più annose restano i depuratori, in particolar modo quelli lungo la costa: «il depuratore di Santa Margherita e Portofino sarà ultimato nel 2010 con un investimento di 15 milioni di euro, a fine anno entrerà in servizio il depuratore di Quinto, sette milioni di euro sono stati investiti per canalizzare le acque di Punta Vagno ed è allo studio il revamping dell'impianto di Recco e un nuovo impianto per Rapallo».
Altri lavori dovranno essere effettuati, nella fase che terminerà nel 2015, per potenziare il depuratore della Valle Scrivia, per la collocazione del nuovo impianto di Recco, per la creazione del nuovo depuratore dell'Entella (l'impianto consortile di Chiavari, Lavagna, Carasco, Zoagli e altri comuni), per la progettazione del nuovo depuratore di Rapallo, e per la costruzione ex novo dei depuratori della Valfontanabuona e della Val Petronio.
Contro i miasmi del depuratore di Cornigliano - nell’immediato Ponente genovese - occorre un altro impianto. Ne è convinto anche l'assessore comunale Carlo Senesi, che assieme all'azienda che ha in gestione dall'Ato il sistema delle acque bianche e delle acque nere, sta discutendo in queste settimane sulla possibilità di inserire il suo vero punto debole nella lista degli interventi da eseguire da qui al 2015: il depuratore di Campi, ormai da anni sotto accusa per i cattivi odori. «Serviranno almeno tre anni di lavori - sostiene Gianluigi Devoto, amministratore di Iride Acqua Gas - e un'area diversa da quella attuale. Questo depuratore è del 1980, e nel costruirlo allora non si calcolò una crescita di industrie e abitanti come quella registrata negli ultimi anni». A Cornigliano, informano i tecnici di Iride, è stato potenziato il trattamento dell'aria e sono in corso interventi da 152 mila euro per creare una migliore compartimentazione all'interno del depuratore. Intanto Iride traccia un bilancio dei lavori eseguiti in questi anni e illustra una previsione di quelli che per legge andranno eseguiti al più presto ed entro il 2015. Tra il 2009 e il 2015 Iride prevede di dover investire oltre 300 milioni di euro; fino ad oggi, in questi anni, ne ha impegnati e utilizzati altri 145.

domenica 30 agosto 2009

Il 25 ennale della Expo Fontanabuona......che tristezza!

Il duo inossidabile Bacigalupo / Solari anche quest'anno ha spantegato danaro a vanvera!
Assente Claudio (Gerundio), ma presente Biasotti & Partners (acquisiti e da acquisire), si è aperta la 25esima edizione dell'Expò che ha mostrato, sino dalla presentazione, un profilo basso, dimesso, per nulla attraente.
Pochi espositori, tanti funghi secchi e niente di gradevole; per fortuna l'ingresso è gratuito !
In compenso abbiamo rivisto, dopo circa trentanni, un vero "bauscia" di quelli che un tempo camminavano per i nostri territori, baldanzosi e tutti presi di sè.
Era in giacca doppiopetto blu con bottoni dorati, volgarmente tenuta aperta (anzi.. spalancata!!) e calzava scarpe completamente inadeguate ed era privo di calze!!
Fino a trent'anni or sono i veri bauscia venivano giù conciati in questo modo, poi, con un poco di maturità assunta a piccole dosi, si sono convertiti alle nostre ben più discrete "modalità".
D'altronde non c'era di aspettarsi nulla di più da uno di Varese, anzi della provincia di Varese...........chi indovina il nome del "volgarotto di turno" vince un libro che gli sarà spedito (gratuitamente) a casa; il titolo è: LA MELMA e l'editore è Arterigere.
Se avete di meglio da fare, non andate all'Expò.......è tempo perduto.

giovedì 27 agosto 2009

Una delle più "grandi truffe" del sistema...l'ACQUA!!!!

Una delle regole fondamentali, che si debbono considerare come "assunte nella consapevolezza" dei cittadini che intendono attivarsi dialetticamente (in un contesto democratico), è rappresentata da una analisi del capitalismo, nella qualità, nelle manifestazioni ma, in particolare, nella applicazione che ne danno soggetti umani di differente orientamento caratteriale.
Chi intende affrontare i problemi economici, sociali su scala generale, sociali rivolti al particolare ecc. non è in grado di darsi soddisfazione se non conosce il capitalismo nei suoi paradigmi essenziali e fondanti.
Si tratta di una forma di costruzione della società nella quale viene dato, da pochi, e accettato, da molti, un modello che presuppone un "capitale" posseduto in esclusiva da uno dei pochi che, così si dice, genererebbe vantaggi diffusi per i "molti" che, senza ragione logica, finiscono per approvare e assogettarsi.
E' una tesi impostata dai pochi e accettata da quei "molti" che, per costruzione ideologica, negano tutto ciò che possa essere considerato "spirituale", essendo essi dediti all'adorazione "totemica" del materialismo volgare.
Quindi si può affermare, sintetizzando, che:
1) Un giorno, nella storia dell'umanità, qualche essere umano si accorse di essere in grado di sostituire i valori primordiali di primato attribuiti alla forza e all'istinto ad un primato attribuito all' intelligenza e alla sensibilità.
2) Apparvero uomini dotati di orientamento caratteriale "produttivo" che ritennero di "capitalizzare" beni diversi per sfruttarne le possibilità a vantaggio di presumibili "interessi diffusi"; alcuni di costoro, in effetti, poterono risolvere alcune questioni - avevano sensibilità !
3) Si fecero però avanti altri soggetti dotati di orientamento caratteriale "ricettivo" - numericamente più rilevanti - e che esprimevano forti deformazioni verso l'egoismo individuale, e nacque il falso capitalismo che, oggi, viene detto speculativo. Questi soggetti, ma anche una buona parte dei primi - indicati al punto 2 - erano fortemente alienati e cercavano, dunque, una disperata autorealizzazione; in realtà il capitalista pone al di fuori di sé la realizzazione di se stesso, esattamente come il feudatario di ieri, lo schiavista o il credente. Ognuno guarda al di fuori di sé per riuscire ad essere se stesso: schiavi, capitali, terre, dio... Mentre l'unica cosa che davvero conta è già interna a ogni essere umano e si tratta soltanto di farla sviluppare: la coscienza.
In realtà la vera ricchezza di una persona sta nei suoi sentimenti, nel modo come li esprime, sta nelle sue idee di giustizia, di onestà, sta nella sua capacità di riconoscere la verità delle cose. Questa forma di ricchezza non è facilmente indicizzabile o rappresentabile in un'opera scientifica, meno che mai con gli strumenti del capitale: spesso viene considerata dalla politica come un elemento opzionale e, come tale, di scarsa rilevanza produttiva.
4) Il medesimo sistema capitalistico che produsse lo scempio dell' "umana" umanità introducendo lo "schiavismo operaistico", produsse altresì il suo "contrastante": il sindacato e la visione ideologica falsamente detta comunista.
5) Diviene naturale comprendere come il vero capitale (eticamente finalizzato), socialmente utile in certi casi, resti distaccato ed assente dalle posizioni sindacali che considera false e ipocrite; per contro il "finto capitalismo", di impianto speculativo, trovi sponda nelle manovre del materialismo volgare espresso dai sindacati, dichiaratamente privo di sensibilità.
6) Si fa quindi strada la peggiore di tutte le forme di capitalismo conosciute, rappresentato dal sistema ultra/alienante espresso da Cl, dalla Compagnia delle Opere, dai Memores Domini, dall'Opus Dei e dalle congreghette locali discendenti...........al peggio non vi è mai fine!
Il titolo dell'articolo tratta però della truffa dell'acqua e quindi, introdotta la visione corretta del capitalismo, introduciamo il metodo di valutazione necessario a comprendere il problema del ciclo soggetto al profitto capitalistico.
L’acqua (H2O) non esiste in natura; essendo un potentissimo solvente la troviamo sempre impoverita dalla presenza di sostanze industriali, le più diverse, che talvolta la rendono pericolosa.
Diviene quindi illogico parlare del “ciclo delle acque”; noi adopereremo la più adeguata definizione di: “ciclo dei veleni” per indicare la disperata azione degli enti che tentano – (T E N T A N O !!! ) – di ridurre i danni dell’industrializzazione inutile e distruttiva. Nessuno è in grado di conoscere le combinazioni velenose che l’uomo disperde nell’ambiente e quindi nessuno può combatterle adeguatamente. Spesso l'uomo, per combattere ciò che crede di avere individuato come elemento nocivo, egli causa un ulteriore e peggiore danno ambientale “forse” in modo scientificamente colposo………
L'acqua viene da tempo trattata con temi preoccupanti, generatori di ansia, cosicchè la popolazione ne "debba avvertire" la probabile mancanza prossima futura e, temendone le conseguenze, sia disposta a tutto.
I mezzi di stampa pubblicano "veline", girate da organi di governo e sottogoverno, nelle quali si annunciano catastrofiche previsioni, si avanzano vocaboli quali: siccità, desertificazione, morte!
Questo modo di agire consente di poter convincere con facilità la popolazione che qualsiasi sacrificio deve essere accettato per poter porre rimedio, almeno parziale, alla "drammaticità" della situazione.
Per poter evitare le fughe solitarie di qualche amministratore pubblico dotato di intelligenza, sensibilità e coscienza, si sono creati gli ATO (Associazioni di Terrorismo Organizzato?) dentro i quali si mischiano con estrema superficialità competenze (?) con presenze onorifiche e raccomandatizie e si trattano problemi di importanza strategica con le capacità di decidere vincolata alla presenza di "risorse" ovvero danari!!!!

Considerando l’atto del suo utilizzo, fin dalle origini della specie animale/umana, l’acqua presenta le caratteristiche di un bene privato (rivalità, escludibilità, lotta). Si tratta, tuttavia, di un bene privato destinato a soddisfare un bisogno primario e caratterizzato da rilevanti esternalità. Tali elementi ne precludono la commercializzazione in un esclusivo regime di libero mercato.
La presenza di un monopolio naturale e la natura del bene generano, quindi, un interesse pubblico nella fornitura. La scelta dell’assetto del settore si presenta assai complessa dovendo rispondere a tre obiettivi: l’efficienza economica della fornitura di acqua potabile, al fine di ridurne l’onere complessivo; il perseguimento di finalità sociali nell’accesso alla risorsa, che includono universalità nell’accesso e sussidi per le fasce più povere della popolazione; la sostenibilità attuale e futura, con il fine di preservare l’equilibrio del territorio e la riproducibilità della risorsa. Le soluzioni adottate sono sostanzialmente riconducibili a due alternative: l’impresa pubblica o quella privata regolata.

In questo secondo caso l’azione del regolatore, finalizzata a realizzare un sistema di incentivi coerente con gli elementi di interesse pubblico, si avvale di meccanismi di tipo competitivo che, pur in presenza di una situazione di monopolio naturale, possano contribuire a migliorare l’efficienza produttiva: da un lato può ricorrere a forme di concorrenza per il mercato, basate sulla selezione ex ante del soggetto ritenuto più efficiente al quale affidare il servizio in un ambito territoriale delimitato; dall’altro possono essere implementati confronti tra operatori diversi che promuovono lo spostamento verso la frontiera dell’efficienza produttiva.
Appare quindi di tutta evidenza che l'unica e duratura ragione di "regolazione" del regolatore (ente pubblico) sia quella del profitto monetario: fare danaro.
Ma l'acqua non era forse un bene primario e quindi non alienabile ?
Si evidenzia quindi che quando il controllore/regolatore pubblico è un amministratore, o un gruppo di essi (ATO), deformato patologicamente dalle forme espresse al punto (3) soprariportato, la deviazione verso l'egoismo individuale compromette pericolosamente tutta la gestione del ciclo dei "veleni".
La popolazione, ricondotta verso una solida partecipazione politica, deve ri/appropriarsi del suo bene primario contrastando ogni forma di deviazione/deformazione del comportamento.
Il caso del Tigullio:
L'insieme dei comuni del Tigullio, costa ed entroterra, disperdono in mare "sostanza liquida", che impropriamente viene definita "depurata", per una quantità equivalente a 250 milioni di litri al giorno!
I comuni del Tigullio sono tutti privi di depuratore e alcuni, i più grandi, non hanno neppure il sito ove poterli costruire.
Il presidente di Regione Liguria, Claudio Burlando, alla domanda rivoltagli in qualità di "ingegnere" se fosse meglio avere un unico depuratore comprensoriale per l'intero Tigullio in Fontanabuona anzichè diversi depuratori sparsi sulla costa, rispondeva, da ingegnere, che era di certo molto meglio avere un solo impianto in Fontanabuona.
Il Presidente della Provincia di Genova, Repetto, alla domada rivoltagli in qualità di "ex banchiere" se fosse meglio e più economico avere un unico ecc.ecc. rispondeva che era certamente più logico averne uno solo in Fontanabuona.
Quel depuratore in Fontanabuona risolverebbe tre fondamentali problemi.
1) Il turismo ligure sarebbe accreditabile di "purezza delle acque", non avendo alcun sversamento in mare.
2) La Fontanabuona avrebbe una industria che renderebbe ricchezza diffusa per l'enorme massa di derivati energetici.
3)I cittadini del comprensorio avrebbero vantaggi economici assai rilevanti.
Allora perchè non si attua il progetto ?
Perchè IRIDE, che detta l'agenda dei lavori, è nettamente contraria.
Dunque, che sia la popolazione ad esprimersi....................con un referendum ?
Certo !