giovedì 6 maggio 2010
La "crisi"............cosa accadrà ?
mercoledì 5 maggio 2010
Burlando il furbastro di turno......alla faccia dei malati!
di Pino Giglioli
654.000 euro spesi da una Asl per le attività di comunicazione, di cui almeno 359.000 finiti a televisioni e giornali liguri per programmi televisivi e spot. Ancora: pubblicità definita istituzionale che, però, come ammette Renata Canini, direttore generale della Azienda Sanitaria 3 Genovese, è terminata “alla fine di marzo”, due giorni dopo le elezioni regionali in cui il governatore Claudio Burlando è stato riconfermato. Infine: pubblicità che, secondo l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) interpellata dal Fatto, "è vietata dalla legge sulla par condicio". Dopo le polemiche per il buco da 70 milioni di euro emerso nei conti della Sanità ligure appena passate le elezioni, la giunta ha un’altra gatta da pelare.
"Tutti i liguri hanno visto quegli spot che inondavano televisioni e giornali in campagna elettorale", attacca Luigi Morgillo (Pdl), "Era una pubblicità che magnificava l’operato della Regione. Spot pagati con soldi pubblici, peggio, con denaro della sanità. In un momento in cui le Asl liguri stanno facendo tagli ai servizi per i malati. Mentre mancano i fondi per apparecchiature essenziali. È uno scandalo che si aggiunge al milione e mezzo di euro in pubblicità cosiddetta istituzionale che la Regione Liguria ha trasmesso fino a poche settimane dalle elezioni e che a molti parevano spot elettorali pagati con soldi pubblici".
Certo, Morgillo sta all’opposizione. Il Fatto, però, si è procurato le delibere della Asl 3. Impresa non facile, perché, mentre il precedente direttore generale Alessio Parodi aveva messo online le delibere di spesa, l’attuale direttrice, Renata Canini – persona di fiducia di Burlando e dell’assessore alla Sanità, Claudio Montaldo – ha preferito non renderle pubbliche. Alla fine, però, eccole le delibere in questione, a cominciare dalla 1597 del 24 dicembre 2008: "Piano di comunicazione 2009". L’ammontare della spesa prevista è di 654.420 euro. Dalla prima derivano decine di delibere "figlie", anch’esse introvabili sul sito.
È un’alluvione di contratti con tutti i giornali, le tv e le radio locali. Emerge così, dagli atti che il Fatto ha consultato, che una televisione genovese ha percepito 138.000 euro. Certo, ci sono programmi sulla salute, ma anche tanti spot. Così ancora 36.000 euro per altre emittenti che si impegnano a mandare in onda 1.090 passaggi televisivi. I giornali percepiscono da 68.000 a 1.800 euro. Ci sono tutti, dal Giornale della famiglia Berlusconi alle pubblicazioni di quartiere.
Ma per non trarre conclusioni affrettate, servono dei confronti. Il precedente direttore della Asl 3 aveva dedicato alla comunicazione su giornali e televisioni meno di 15.000 euro. Un caso? Meglio fare un confronto anche con le Asl delle altre regioni: in Emilia un’azienda di dimensioni analoghe dichiara di aver speso per spot circa 50.000 euro in dieci anni e di produrre in proprio i documenti da fornire – a costo zero – ai mezzi di comunicazione. In Toscana le Asl più grandi dichiarano una spesa pari a "zero". Tutta la comunicazione è affidata alla Regione che in un anno – per una popolazione più che doppia rispetto alla Liguria – spende cifre simili alla sola Asl genovese.
In Piemonte le Asl spendono "al massimo poche decine di migliaia di euro". Qualcuno fa notare un’ulteriore anomalia. L’Autorità Garante (Agcom) afferma: "La legge del 2000 dice che le amministrazioni non possono fare comunicazioni nei 45 giorni che precedono le elezioni". Di più: negli spot parla e compare la Canini, mentre la legge vieta le comunicazioni in "forma personale". C’è un ultimo punto: gli spot hanno avuto talvolta un peso non indifferente sui bilanci dell’editoria locale.Attilio Lugli, presidente dell’Ordine dei giornalisti ligure, annuncia: "Verificheremo caso per caso se le pubblicità rispondevano alla legge".
Ma che cosa dice la Regione Liguria? Burlando e Montaldo, interpellati dal Fatto, preferiscono lasciare la parola alla direttrice della Asl, Renata Canini. Che risponde: "È una spesa permessa dalla legge Frattini del 2002. Ci è sembrato giusto dare pubblicità alle nostre attività per aiutare i cittadini". Ma perché farlo a pagamento, visto che nelle altre regioni le Asl lo fanno gratuitamente con comunicati stampa? "Volevamo essere più efficaci e abbiamo fatto contratti con tutti i giornali". Ma il divieto previsto all’articolo 9 della legge per le elezioni? "Non sono d’accordo", taglia corto Canini. Infine la domanda più scottante: ma perché gli spot sono andati in onda solo fino ai giorni delle elezioni regionali? "È un caso, i contratti sono terminati a fine marzo".
Da il Fatto Quotidiano del 4 maggio
domenica 2 maggio 2010
Il referendum sull'acqua.....una vera stronzata!!
Catilina/Di Pietro e Cesare/Berlusconi, il dramma italiano!
sabato 24 aprile 2010
Il Levante, il traffico di rifiuti, le associazioni mafiose

La "Biancamano" dei fratelli Pizzimbone ha acquistato il ramo aziendale di Manutencoop che si occupa dei servizi ambientali (raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade per conto di alcune ex municipalizzate (a partire da Hera a Bologna ed Enia).
Manutencoop Servizi Ambientali, societa' controllata da Manutencoop, ha annunciato l’accordo per la cessione dell'azienda ad “Aimeri Ambiente” del gruppo Biancamano.
Aimeri pagherà l’acquito con un corrispettivo di 28 milioni di euro, l’operazione per essere definitiva ha bisogno (vista la situazione del mercato) del via libera dell'Antitrust, previsto per il 30 settembre: il trasferimento dell'azienda, e dei lavoratori, avra' efficacia con decorrenza 14 dicembre.
L’operazione di acquisizione sta suscitando diverse “fibrillazioni” nel panorama imprenditoriale e politico bolognese visto che i fratelli Pizzimbone sono imprenditori molto vicini al PdL (area Dell’Utri), con uno dei Pizzimbone addirittura candidato alla Camera con il PdL in sicilia.
Il gruppo Biancamano nasce nel 2004 e nello stesso anno acquisisce le societa' Aimeri Ambiente e Ponticelli (che possiede discariche del Ponente ligure coinvolte in problemi di non rispetto delle direttive provinciali), e fece scalpore lo sbarco di Biancamano in Sicilia, dove il gruppo si e' aggiudicato importanti appalti per la gestione dei rifiuti ("L'Espresso" dedico' un lungo approfondimento, a firma Peter Gomez e Vittorio Malgutti, intitolato "Premiata ditta Monnezza").
Questa “fusione” dara' vita ad un gruppo con oltre 3.200 dipendenti, 3.000 automezzi, presente in 20 regioni. Il gruppo arrivera' a servire 4,5 milioni di abitanti, ripartiti in 500 Comuni, oltre a centinaia di clienti privati. I rifiuti raccolti, infine, raggiungeranno gli 12 milioni di tonnellate all'anno.
Il gruppo Biancamano finanziera' l'operazione in parte ricorrendo ad indebitamento bancario a lungo termine e, in parte, con mezzi propri attingendo a disponibilita' liquide gia' esistenti. L'acquisizione, inoltre, consentira' di estendere la propria attivita' anche al settore della raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti ospedalieri nel quale Manutencoop opera da anni in circa 50 strutture sanitarie.
L’operazione coinvolgerà 1.500 lavoratori, con il realtivo passaggio dei contratti in essere con enti, aziende pubbliche e private.
Rispetto alle critiche sulla natura dell’operazione e sul curriculum dell’acquirente, Claudio Levorato (Manutencoop), respinge le contestazioni dichiarando "Spero che nessuno mi condanni ad avere relazioni d'affari solo con gente del Pd. Altrimenti sarei costretto a chiudere".