giovedì 6 maggio 2010

La "crisi"............cosa accadrà ?




Da questa lunga crisi usciremo con una crescita stentata e senza lavoro. Gli impieghi che si salveranno saranno ancor più precari. Saremo più poveri e ci saranno più poveri. La ricchezza sarà sempre più concentrata in poche e protette mani. In tutto il mondo, Italia compresa, a pagare il prezzo del dissesto finanziario/industriale saranno (sono) i ceti deboli.
Le multinazionali e gli agglomerati bancari, causa prima delle speculazioni e dei danni da esse derivati, dopo un paio d'anni di accennata sobrietà, torneranno (sono già tornati) al loro allegro mestiere di sempre: rubare, col favore di legislazioni distratte e col sostegno degli stati.
Aumenteranno (sono già aumentate) le imposte indirette, quelle che colpiscono tutti e in particolare i redditi più bassi; non sarà varata nessuna misura di sistema per tassare i patrimoni speculativi e i loro detentori.
La parcellizzazione del lavoro produrrà una parcellizzazione delle lotte, col conseguente inasprirsi delle battaglie fraticide fra diseredati: autoctoni contro migranti, lavoratori dipendenti contro cocopro a vita e contro autonomi.
Sarà aumentata l'età della pensione, nonostante i giovani trovino un impiego solo verso i trent'anni e, spesso, ben più tardi.
Le tecnologie di "labour saving" – ovvero la meccanizzazione del lavoro operaio – unite alla dislocazione delle centrali produttive in regioni del mondo con minori o assenti diritti sindacali, sono il naturale compimento dell'espulsione dell'umanità dalla produzione di ricchezza.
La definitiva e più razionale messa a profitto del sapere scientifico. La società sarà più classista, più cattiva di quanto oggi già non sia; solidarietà e uguaglianza e giustizia sociale sono espressioni che leggeremo nei testi di archeologia industriale e di storia della filosofia politica. L'impoverimento complessivo asseconderà il ritorno in grande stile dell'oscurantismo e del fanatismo religioso – ultima speranza e valvola di sfogo di emarginati e oppressi ad ogni latitudine –, capitanato da qualche anno, con intuito degno di nota, dal Vaticano.
Esploderanno nuove e più devastanti guerre.
Che l'Europa della moneta unica e delle direttive liberiste si salvi o affondi è una variabile secondaria.
La sinistra che fu si candida a gestire questo presente e questo futuro come un amministratore di condominio si prepara ad una riunione di piccoli proprietari immobiliari riottosi e rabbiosi: assumendo valium.

mercoledì 5 maggio 2010

Burlando il furbastro di turno......alla faccia dei malati!



L’azienda sanitaria Genova 3 investì 640mila euro in pubblicità durante la campagna elettorale

di
Pino Giglioli

654.000 euro spesi da una Asl per le attività di comunicazione, di cui almeno 359.000 finiti a televisioni e giornali liguri per programmi televisivi e spot. Ancora: pubblicità definita istituzionale che, però, come ammette
Renata Canini, direttore generale della Azienda Sanitaria 3 Genovese, è terminata “alla fine di marzo”, due giorni dopo le elezioni regionali in cui il governatore Claudio Burlando è stato riconfermato. Infine: pubblicità che, secondo l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) interpellata dal Fatto, "è vietata dalla legge sulla par condicio". Dopo le polemiche per il buco da 70 milioni di euro emerso nei conti della Sanità ligure appena passate le elezioni, la giunta ha un’altra gatta da pelare.

"Tutti i liguri hanno visto quegli spot che inondavano televisioni e giornali in campagna elettorale", attacca
Luigi Morgillo (Pdl), "Era una pubblicità che magnificava l’operato della Regione. Spot pagati con soldi pubblici, peggio, con denaro della sanità. In un momento in cui le Asl liguri stanno facendo tagli ai servizi per i malati. Mentre mancano i fondi per apparecchiature essenziali. È uno scandalo che si aggiunge al milione e mezzo di euro in pubblicità cosiddetta istituzionale che la Regione Liguria ha trasmesso fino a poche settimane dalle elezioni e che a molti parevano spot elettorali pagati con soldi pubblici".

Certo, Morgillo sta all’opposizione.
Il Fatto, però, si è procurato le delibere della Asl 3. Impresa non facile, perché, mentre il precedente direttore generale Alessio Parodi aveva messo online le delibere di spesa, l’attuale direttrice, Renata Canini – persona di fiducia di Burlando e dell’assessore alla Sanità, Claudio Montaldo – ha preferito non renderle pubbliche. Alla fine, però, eccole le delibere in questione, a cominciare dalla 1597 del 24 dicembre 2008: "Piano di comunicazione 2009". L’ammontare della spesa prevista è di 654.420 euro. Dalla prima derivano decine di delibere "figlie", anch’esse introvabili sul sito.

È un’alluvione di contratti con tutti i giornali, le tv e le radio locali. Emerge così, dagli atti che
il Fatto ha consultato, che una televisione genovese ha percepito 138.000 euro. Certo, ci sono programmi sulla salute, ma anche tanti spot. Così ancora 36.000 euro per altre emittenti che si impegnano a mandare in onda 1.090 passaggi televisivi. I giornali percepiscono da 68.000 a 1.800 euro. Ci sono tutti, dal Giornale della famiglia Berlusconi alle pubblicazioni di quartiere.

Ma per non trarre conclusioni affrettate, servono dei confronti. Il precedente direttore della Asl 3 aveva dedicato alla comunicazione su giornali e televisioni meno di 15.000 euro. Un caso? Meglio fare un confronto anche con le Asl delle altre regioni: in Emilia un’azienda di dimensioni analoghe dichiara di aver speso per spot circa 50.000 euro in dieci anni e di produrre in proprio i documenti da fornire – a costo zero – ai mezzi di comunicazione. In Toscana le Asl più grandi dichiarano una spesa pari a "zero". Tutta la comunicazione è affidata alla Regione che in un anno – per una popolazione più che doppia rispetto alla Liguria – spende cifre simili alla sola Asl genovese.

In Piemonte le
Asl spendono "al massimo poche decine di migliaia di euro". Qualcuno fa notare un’ulteriore anomalia. L’Autorità Garante (Agcom) afferma: "La legge del 2000 dice che le amministrazioni non possono fare comunicazioni nei 45 giorni che precedono le elezioni". Di più: negli spot parla e compare la Canini, mentre la legge vieta le comunicazioni in "forma personale". C’è un ultimo punto: gli spot hanno avuto talvolta un peso non indifferente sui bilanci dell’editoria locale.Attilio Lugli, presidente dell’Ordine dei giornalisti ligure, annuncia: "Verificheremo caso per caso se le pubblicità rispondevano alla legge".

Ma che cosa dice la Regione Liguria? Burlando e Montaldo, interpellati dal
Fatto, preferiscono lasciare la parola alla direttrice della Asl, Renata Canini. Che risponde: "È una spesa permessa dalla legge Frattini del 2002. Ci è sembrato giusto dare pubblicità alle nostre attività per aiutare i cittadini". Ma perché farlo a pagamento, visto che nelle altre regioni le Asl lo fanno gratuitamente con comunicati stampa? "Volevamo essere più efficaci e abbiamo fatto contratti con tutti i giornali". Ma il divieto previsto all’articolo 9 della legge per le elezioni? "Non sono d’accordo", taglia corto Canini. Infine la domanda più scottante: ma perché gli spot sono andati in onda solo fino ai giorni delle elezioni regionali? "È un caso, i contratti sono terminati a fine marzo".

Da
il Fatto Quotidiano del 4 maggio

domenica 2 maggio 2010

Il referendum sull'acqua.....una vera stronzata!!



Grazie a Pertini e al D.P.R. 350 del 1985

Nel 1985 s'è consumato ai danni del popolo italiano un vero e proprio golpe istituzionale che nessuno tra i pretesi guardiani della democrazia s'é mai sognato di denunciare. Il 12 dicembre 1977 nelle stanze sorde e grigie dei commissari della Comunitá Europea veniva emanata una direttiva (la n. 77/780) che, al fine di favorire condizioni di concorrenza degl'istituti di credito nel territorio comunitario, stabiliva una sorta di liberalizzazione dell'attivitá bancaria. In Italia si diede attuazione a questa direttiva attraverso successivi provvedimenti legislativi, l'ultimo dei quali (il d.p.r. 350 del 1985 Firmato: PERTINI) così stabiliva:
L'ATTIVITÀ DI RACCOLTA DEL RISPARMIO FRA IL PUBBLICO SOTTO OGNI FORMA E DI ESERCIZIO DEL CREDITO HA CARATTERE D'IMPRESA, INDIPENDENTEMENTE DALLA NATURA PUBBLICA O PRIVATA DEGLI ENTI CHE LA ESERCITANO.
L'AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO DI TALE ATTIVITÀ È RILASCIATA DALLA BANCA D'ITALIA .
Poche parole ma sufficienti a creare i presupposti d'una vera e propria sovversione istituzionale. Infatti la natura dell'attivitá bancaria era stata fino a quel momento regolamentata dalle riforme del 1936 e dalla legge 141 del 1938 che così stabiliva:
LA RACCOLTA DEL RISPARMIO FRA IL PUBBLICO SOTTO OGNI FORMA E L'ESERCIZIO DEL CREDITO SONO FUNZIONI DI INTERESSE PUBBLICO REGOLATE DALLE NORME DELLA PRESENTE LEGGE. TALI FUNZIONI SONO ESERCITATE DA ISTITUTI DI CREDITO DI DIRITTO PUBBLICO, DA BANCHE DI INTERESSE NAZIONALE; DA CASSE DI RISPARMIO E DA ISTITUTI, BANCHE, ENTI ED IMPRESE PRIVATE A TALE FINE AUTORIZZATI. TUTTE LE AZIENDE CHE RACCOLGONO IL RISPARMIO TRA IL PUBBLICO ED ESERCITANO IL CREDITO, SIANO DI DIRITTO PUBBLICO CHE DI DIRITTO PRIVATO, SONO SOTTOPOSTE AL CONTROLLO DI UN ORGANO DELLO STATO CHE VIENE A TAL FINE COSTITUITO E CHE È DENOMINATO "ISPETTORATO PER LA DIFESA DEL RISPARMIO E PER L'ESERCIZIO DEL CREDITO".
La legge del 1985 cessava di qualificare come attività di "INTERESSE PUBBLICO" la raccolta del risparmio e l'erogazione del credito che così assumevano semplicemente "CARATTERE D'IMPRESA"; inoltre, dal controllo dello Stato si passava al controllo della Banca d'Italia, le cui quote, come pochi sanno, sono detenute dalle stesse banche private le cui quote azionarie sono a loro volta possedute da SPA.
E tutto ció in palese violazione dell'articolo 47 della carta costituzionale che impone il controllo dello Stato sul credito e sul risparmio.
Negli anni immediatamente successivi è scattata la competizione a comprare tutto quanto di pubblico era presente in Italia. BANCHE, ASSICURAZIONI, ENEL, ENI, ecc. con il risultato che oggi è sotto gli occhi di tutti.
PERTINI sapeva ciò che faceva quando firmava quel decreto ?
Bella domanda che trova la risposta negli atti del "Britannia".
Si, lo sapeva eccome e il silenzio dell' MI6 gli consentiva di conservare il terribile segreto della sua vita!!
Da allora la giurisprudenza dei tribunali penali inizió a statuire che il precedente quadro normativo che stabiliva la natura pubblica dell'attivitá bancaria e, conseguentemente, qualificava come incaricato di pubblico servizio il banchiere, (anche di banca privata) quando operava come collettore del risparmio e come erogatore del credito e, dunque, puniva come malversazione o corruzione o concussione od abuso d'ufficio i comportamenti illegali che venivano tenuti in quell'ambito, NON poteva più avere vigore.
Insomma, se chi erogava credito fuori dalle condizioni previste dalla legge o dai regolamenti interni o commetteva abusi nella gestione del risparmio era passibile di pesanti sanzioni penali, da allora in poi sarebbe ricaduto nella disciplina dei reati comuni ; assai difficilmente comportamenti abusivi dei banchieri - tranne casi limite di volgari sottrazioni di danaro - avrebbero potuto essere penalmente puniti. Pensiamo al caso Parmalat e ai fidi stratosferici concessi all'azienda, giá ampiamente decotta, di Tanzi e ai tanti crediti allegri concessi dai banchieri agli amici degli amici. Pensiamo alla gestione dei risparmi di tanti italiani, andata in fumo per la criminale propensione delle banche a contrabbandare come rendite sicure titoli ad alto rischio e destinati al macero.Pensiamo a Fiorani........
Da una situazione di tutela dell'aspetto sociale del credito e del risparmio si passava così ad una situazione di totale deregolamentazione. Non solo dal punto di vista del controllo penale sulle condotte ma, soprattutto, dal punto di vista sociale ed economico. L'attivitá bancaria, giá considerata MEZZO per l'ordinata crescita dell'economia diviene SCOPO ossia l'arricchimento di caste di speculatori al di fuori d'ogni controllo da parte dello Stato.
Per quanto sopra e con il supporto di una pur modesta intelligenza è facile comprendere come sia una emerita stronzata il referendum sull'acqua pubblica, così come rappresenta una stronzata ogni inziativa di ripubblicizzazione di merci e servizi – un tempo pubblici - che stia a valle di un sistema monetario privato!
O lo Stato si riprende la Banca (ex) D'Italia o è tutto tempo perduto !
QUESTO E' IL VERO PROBLEMA REFERENDARIO!!!!

Catilina/Di Pietro e Cesare/Berlusconi, il dramma italiano!



Voglio introdurre quanto scriverò più avanti con il ricordo di quanto accadde nel 64-63 A.c. con il colpo di stato architettato (male) da Catilina, ricordando anche come oggi - in riferimento a Catilina - si intenda "disordine e trame oscure" e come in riferimento a Cesare si consolidi il "cesarismo", ovvero un regime saldamente ancorato alla figura di un uomo solo, carismatico e potente.
Eppure tra "Catilina" e "Cesare" apparentemente così distanti c'è un collegamento forte e sottile: è difficile diventare Cesare, se prima non si è stati Catilina; ma chi resta Catilina e non và oltre, quasi sempre è un Cesare mancato!

Cos'è "Catilina, così come raccontano le cronache romane del 64 A.c.:
"Catilina interpreta il disagio economico e sociale e a seguirlo ci sono le classi sociali più basse, ma anche aristocratici caduti in disgrazia. Alla base c’è un vero e proprio programma: non si tratta di un moto insurrezionale disordinato. Infatti i tentativi infelici di ottenere il consolato, negli anni immediatamente precedenti la congiura, sono la conferma tanto di un’ambizione politica ‘regolare’ quanto di un piano di riforme ben definito: la promessa di un editto per la remissione dei debiti, fortemente populista, rappresenta con certezza una delle idee più audaci di Catilina, che non a caso attirò su di sé immediatamente l’ostilità dell’oligarchia senatoria."

Dice Cicerone, raffigurando il personaggio, durante un'arringa difensiva:
«Perché c’erano in Catilina tratti cospicui delle più nobili virtù, sia pure non espliciti ma appena adombrati. Se la faceva con parecchi furfanti, è vero; ma fingeva d’essere devoto ai galantuomini. Apparivano in lui molti incentivi al vizio; ma pure stimoli all’operosità e alla fatica. Ardeva in lui il fuoco di passioni perverse; ma forte era anche il suo trasporto per la vita militare. A mio parere, non c’è mai stato al mondo un simile portento, una tale fusione di tendenze e appetiti naturali così contrari, opposti, tra loro divergenti. Chi per un certo periodo fu più gradito ai cittadini eminenti, e più legato ai più abietti?
Chi mai fu allora cittadino più attaccato al partito dell’ordine, e più ributtante nemico del nostro stato? Chi più avvoltolato nei piaceri, e più tetragono alle fatiche? Chi più avido nella rapina, e più prodigo nel donare? Davvero, giudici: quello che c’era di più paradossale in quell’uomo era la sua capacità di stringere numerose amicizie, di conservarle con rispettosa devozione, di mettere a disposizione di tutti quanto possedeva, di porsi al servizio degli amici in difficoltà col suo denaro, la sua influenza, l’impegno fisico e, all’occorrenza, perfino col delitto e la ribellione; era la sua capacità di adattare e controllare la propria natura secondo le circostanze, volgendola e piegandola in ogni direzione, di vivere severamente con le persone austere e allegramente con quelle gioviali, seriamente coi vecchi e con la gioventù festevolemente, coi facinorosi demagogicamente, dissolutamente coi depravati. E così, grazie a tale natura tanto varia e complessa, aveva sì radunato tutti i furfanti e gli avventurieri d’ogni parte del mondo, ma teneva anche legate a sé un gran numero di persone coraggiose e oneste per via d’una parvenza di virtù che egli riusciva a simulare. Del resto, mai sarebbe scaturito da lui l’impulso così criminoso di annientare questo nostro stato, se l’enormità stessa di tanti vizi non si fosse sostenuta, per così dire, su radici tanto duttili e resistenti. Io stesso, sì, proprio io, lo confesso, ci fu un tempo che per poco non mi feci ingannare da lui, perché in lui vedevo un cittadino leale e sollecito dello stato, e poi un amico fidato e fedele»
Dice Sallustio
«Lucio Catilina, fu d’ingegno vivace e di corpo vigoroso, ma d’animo perverso e depravato. Sin da giovane era portato ai disordini, alle violenze, alle rapine, alla discordia civile, in tali esercizi trascorse i suoi giovani anni. Aveva un fisico incredibilmente resistente ai digiuni, al freddo, alle veglie, uno spirito intrepido, subdolo, incostante, abile a simulare e a dissimulare. Avido dell’altrui; ardente nelle passioni, ma di poco giudizio; un animo sfrenato, sempre teso a cose smisurate, incredibili, estreme. Finito il dispotismo di Silla, fu preso dalla smania di impadronirsi del potere; pur di raggiungerlo, non aveva scrupoli; quell’animo impavido era turbato ogni giorno di più dalla penuria di denaro e da cattiva coscienza, rese più gravi dalle male abitudini cui ho accennato. Lo spingeva inoltre su quella china la corruzione della città, nella quale imperavano due vizi diversi ma parimenti funesti, lusso e cupidigia. E poiché son venuto a parlare dei costumi di Roma, si direbbe che l’argomento stesso m’induca a riandare indietro ed esporre in breve le istituzioni civiche e militari degli avi nostri, in che modo abbiano governato la repubblica, quanto grande ce l’abbiano trasmessa e come poco a poco sia diventata, da splendida e insigne che era, corrotta e turbolenta»

Tutti i cittadini che intendono interessarsi della cosa pubblica dovrebbero ormai aver compreso alcuni aspetti fondamentali della materia:
a) la res-publica mostra sempre di più l'inesistenza; le numerose inchieste giudiziarie volte a colpire i corrotti (indifferentemente di dx e di sx) hanno sancito che la res-privata è il vero ed unico interesse degli amministratori pubblici (?).
b) per realizzare pienamente il progetto di corruzione, e quindi l'arricchimento personale, i pubblici amministratori necessitano di "specialisti".
c) questi "specialisti" sono forniti dalle cosche di affari, che divengono "mafiose" quando interviene il sistema di intimidazione e condizionamento fornito dagli amministratori eletti dal popolo.
d) i bisogni primari sono ormai vicini all'impossibilità di essere soddisfatti e quindi la popolazione sente un moto di ribellione verso il sistema.
e) appaiono altri nuovi "Catilina" che tentano di attaccare "Cesare Berlusconi", così come sta facendo Di Pietro da anni, ed i risultati sono a tutto vantaggio esclusivo di Cesare e Catilina che si arricchiscono e si rinforzano.

A questo punto rimane solo la possibilità, unica e irrinunciabile, di esprimere volontà popolare in una forma non più aderente al sistema elettorale fatto di firme false, brogli e raggiri.
I sistemi di induzione del pensiero passano per i canali mediatici in maniera sempre più insistente replicando il "potere spirituale di Roma Vaticana" che è sempre stato fondato sul controllo delle menti.
Nella comunicazione diretta, nel dialogo anche fortemente conflittuale e nel dibattito ampio ma consapevole si trova la via di uscita!!

sabato 24 aprile 2010

Il Levante, il traffico di rifiuti, le associazioni mafiose


NELLA FOTO I titolari della MANUTENCOOP


Il Levante non si sottrae all'affidamento della gestione dei rifiuti a società con gravi problemi di rilevanza penale.
Dopo il rinvio a giudizio di IDEALSERVICE, gestore del servizio in quel di Lavagna, per gravi reati in materia di traffico di rifiuti; ora tocca alla MANUTENCOOP/PIZZIMBONE - di finire nel mirino della magistratura di Imperia:

Sequestro preventivo della discarica di San Lorenzo al Mare (Imperia), disposto dal tribunale di Imperia, su richiesta del pm Filippo Maffeo.

Inchiesta che vede al momento cinque nomi nel registro degli indagati: l'ex presidente della Provincia di Imperia e candidato alle scorse elezioni regionali, Gianni Giuliano; Alberto Bellotti, ex assessore provinciale all'Ambiente ed attuale assessore provinciale; Sandro Barla, ex funzionario provinciale, oggi dipendente del Comune di Sanremo; Daniele Sfamurri, funzionario della Provincia e Franco Minasso, geometra della Provincia. Per tutti l'accusa e' di concorso in abuso d'ufficio, nel rilascio dell'autorizzazione a scaricare nell'area Ponticelli. La richiesta di misura cautelare del pm, risale a marzo. Per quale motivo, pero', il sequestro cautelativo e gli avvisi di garanzia, partono soltanto ora, vista anche l'ipotizzata pericolosita' della discarica, aggravata dal transito dei camion? Non sara' mica stato perche' in questo mese c'erano le elezioni e che tra gli indagati figurano pure ex candidati? Ci vuole poco per capire che due piu' due fa quattro'.

"Intanto la Liguria punta dritta alla sua Emergenza Rifiuti, utile per giustificare Termo Cancro Valorizzatori o distributori di cancro di nuova generazione ed il ponente dell'imperiese (come lo spezzino) è la primo tassello del grande piano Burlando-Scajola. Non è infatti un caso che il presidente della Regione abbia mandato come Commissario per i Rifiuti a Imperia uno degli uomini più chiaccherati, ma sempre fedele all'Opus Dei, alias Giuseppe Romano. Qui gli interessi dei fratelli Pizzimbone, amici di Dell'Utri, sono forti. Loro, con la loro Biancamano spa quotata in borsa, gestiscono la Discarica illegale di Ponticelli... chiusa perché illegale ma con una corsa per riaprirla da parte di tutte le Istituzioni. E pensare che se questa Discarica occupa in parte terreni abusivamente e fa scivolare la propria "dose" costante di inquinamento nei terreni e nelle acque, qualcuno ha compiuto l'impossibile per aiutarli. Infatti i rivi che costeggiano la Discarica sono, con un colpo di bacchetta magica, svaniti nel nulla! Non nella realtà, naturalmente... quelli sono sempre lì, alimentano sempre il torrente Inferno con il loro inquinamento direttamente raccolto dalla Discarica dei Pizzimbone... ma quei rivi sono stati cancellati dalla cartografia della Regione Liguria! Per la serie se non risultano nelle cartografie come si farà mai a contestarne l'inquinamento? Chissà quale è stata la mano magica che ha sbianchettato le cartografie... sarebbe davvero bello scoprirlo!"
Che sia stato l'acquisto della MANUTENCOOP ?

LEGGI LA NOTIZIA E I DETTAGLI DELL'AFFARE COFFERATI/BURLANDO/DELL'UTRI
Bologna – giovedì, 10 settembre 2009

La "Biancamano" dei fratelli Pizzimbone ha acquistato il ramo aziendale di Manutencoop che si occupa dei servizi ambientali (raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade per conto di alcune ex municipalizzate (a partire da Hera a Bologna ed Enia).

Manutencoop Servizi Ambientali, societa' controllata da Manutencoop, ha annunciato l’accordo per la cessione dell'azienda ad “Aimeri Ambiente” del gruppo Biancamano.

Aimeri pagherà l’acquito con un corrispettivo di 28 milioni di euro, l’operazione per essere definitiva ha bisogno (vista la situazione del mercato) del via libera dell'Antitrust, previsto per il 30 settembre: il trasferimento dell'azienda, e dei lavoratori, avra' efficacia con decorrenza 14 dicembre.

L’operazione di acquisizione sta suscitando diverse “fibrillazioni” nel panorama imprenditoriale e politico bolognese visto che i fratelli Pizzimbone sono imprenditori molto vicini al PdL (area Dell’Utri), con uno dei Pizzimbone addirittura candidato alla Camera con il PdL in sicilia.

Il gruppo Biancamano nasce nel 2004 e nello stesso anno acquisisce le societa' Aimeri Ambiente e Ponticelli (che possiede discariche del Ponente ligure coinvolte in problemi di non rispetto delle direttive provinciali), e fece scalpore lo sbarco di Biancamano in Sicilia, dove il gruppo si e' aggiudicato importanti appalti per la gestione dei rifiuti ("L'Espresso" dedico' un lungo approfondimento, a firma Peter Gomez e Vittorio Malgutti, intitolato "Premiata ditta Monnezza").

Questa “fusione” dara' vita ad un gruppo con oltre 3.200 dipendenti, 3.000 automezzi, presente in 20 regioni. Il gruppo arrivera' a servire 4,5 milioni di abitanti, ripartiti in 500 Comuni, oltre a centinaia di clienti privati. I rifiuti raccolti, infine, raggiungeranno gli 12 milioni di tonnellate all'anno.

Il gruppo Biancamano finanziera' l'operazione in parte ricorrendo ad indebitamento bancario a lungo termine e, in parte, con mezzi propri attingendo a disponibilita' liquide gia' esistenti. L'acquisizione, inoltre, consentira' di estendere la propria attivita' anche al settore della raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti ospedalieri nel quale Manutencoop opera da anni in circa 50 strutture sanitarie.

L’operazione coinvolgerà 1.500 lavoratori, con il realtivo passaggio dei contratti in essere con enti, aziende pubbliche e private.

Rispetto alle critiche sulla natura dell’operazione e sul curriculum dell’acquirente, Claudio Levorato (Manutencoop), respinge le contestazioni dichiarando "Spero che nessuno mi condanni ad avere relazioni d'affari solo con gente del Pd. Altrimenti sarei costretto a chiudere".




sabato 17 aprile 2010

IDV, ovvero come rubare a piene mani!!


TUTTO ha preso il via dall’iniziativa del consigliere Pdl Fabio Cenerini. Il quale aveva puntato il dito pubblicamente con una interpellanza e alcuni esposti contro il presidente del consiglio comunale spezzino Loriano Isolabella. Siamo nel 2009. Ex Dc, già assessore regionale con deleghe al personale, bilancio, finanze, patrimonio e affari istituzionali dal 1990 al 94, poi esponente Ppi, Ccd, e infine Idv, con il nuovo anno Isolabella andava in pensione da dirigente dell’Azienda Trasporti Consortile e subito firmava un contratto da dirigente con lo studio dell’ amico commercialista Giuseppe Baviera, anch’egli consigliere comunale dell’Idv in quel di Sarzana. La retribuzione concordata era pari a 9.650 euro mensili. Fino a qui,niente di strano. Il problema, da un punto di vista politico e istituzionale, nasceva dal fatto che Isolabella, impegnato in comune,in studio non andava praticamente mai, motivo per cui l’amministrazione era tenuta, a norma di legge, a rimborsare al suo datore di lavoro le assenze che il nostro collezionava in ragione dei suoi impegni istituzionali. Il Comune, in sostanza,si era trovato a dover pagare per Isolabella qualcosa come 184.000 euro entro il 2009. La maggioranza di centro sinistra convocava allora il presidente del consiglio comunale spezzino per convincerlo a ridurre le spese. Il neopensionato acconsentiva a diminuire la propria retribuzione oraria dai 118 euro concordati con l’amico Baviera a 112,11 euro: sei euro sacrificati . Dall’intera dinamica della vicenda scaturiva e dalle interpellanze e dagli esposti si innescava l’indagine giudiziaria. Lo scorso marzo, Isolabella e Baviera hanno abbandonato l’Idv.

domenica 4 aprile 2010

Gino Garibaldi e Marco Limoncini, cos'hanno in comune ?

Gino Garibaldi e Marco Limoncini sono "figli della stessa terra": il Levante.
Il Levante ha determinato la vittoria elettorale di Claudio Burlando perchè è nel Levante che si muoveranno centinaia di miliardi e si pagheranno tangenti assai rilevanti.
Il Levante ha portato a Burlando migliaia di voti impensabili fino ad un anno fa.
L'UDC che in regione ha ottenuto un 3.93% (tra i peggiori in Italia), nonostante abbia fatto peggio (!) in comune di Genova con il 3,28%, è risalita nel conteggio regionale dove è arrivata al 4,17% grazie all'exploit del Levante dove ha presentato soggetti politici veri e territorialmente radicati.
Nei grandi affari che interessano le cosche malavitose l'UDC dovrà essere il vero ed unico controllore, essendo chiaro che il progetto "Scandroglio" è andato in porto e che gli eletti nell'UDC del Levante non ne possono fare parte "attiva".
Vediamo dunque che cosa sia il progetto "Scandroglio" e che cosa c'entrino i due consiglieri eletti Garibaldi e Limoncini:
Scandroglio, calato in Liguria dopo una condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione per la tangentopoli di Varese (si legga la descrizione e i nomi dei coinvolti su queste pagine scrivendo "SCANDROGLIO" nello spazio di ricerca ) è stato catapultato per fare "affari" nonostante l'opposizione del ministro Scaiola che non riesce a toglierselo di torno!!
Appena giunto in Liguria ha preso contatto con tutte le "famiglie" disponibili ed ha creato una congrega di "furbetti" - consiglieri ed assessori - utili alle sue necessità.
Ha guidato alcune campagne elettorali "a perdere" per il Pdl (Camogli, Lavagna, Santa) preferendo sindaci di sx duttili o ricattabili, oppure sindaci "neutri" (apparentemente) come De Marchi a Santa.
Oggi il Levante, almeno quello importante rappresentato dalla costa, è disponibile alla prossima aggressione che Scandroglio andrà a realizzare.
A Recco può contare su Gandolfo e Rotunno, fedelissimi e ben oliati per realizzare i 300.000 metri cubi di colate cementizie.
A Camogli il sindaco Mannucci (simbolico) e quello vero Pippo Maggioni sono a sua disposizione viste le condizioni offerte e quindi i progetti della stazione e gli altri tre ancora peggiori andranno avanti bene..........
A Santa c'è De Marchi già pronto ad approvare cemento in quantità a cominciare dalle numerose villette di Cassinelli (deputato Pdl) fatte in società proprio con Scandroglio...............
A Rapallo c'è Mustorgi che guida il piccolo drappello di "fedeli e interessati" ma, attenzione, Scandroglio ha una riserva importante che uscirà fuori alla bisogna per i grandi affari!!!!
A Chiavari............fa quello che vuole, Agostino 1 e 2 sono pronti a rispondere "OBBEDISCO"!
A Lavagna è di casa: ci vive, ha fatto eleggere Vaccarezza e ha messo in consiglio Santo Nucera di cui poi parleremo un po' !!!
A Sestri Levante, anche grazie al già citato Nucera - molto ben visto da Lavarello & co. - i giochi sono fatti e dunque si possono mettere in moto le betoniere.
Dunque, per concludere, Scandroglio ha modo di realizzare quello che si chiama un 416 bis, ovvero ha la forza intimidatrice del vincolo associativo e la condizione di soggezione e di omertà che ne deriva. (per il volgo è detta "associazione mafiosa")
L'intimidazione (quella "entry level"), tanto per essere chiari, non la fanno più i componenti delle cosche, ma gli amministratori pubblici (questo è ormai noto da tempo ); provate ad andare da un qualunque sindaco o assessore di quelli succitati e chiedetgli conto di evidentissime disparità di trattamento che quotidianamente saltano agli occhi; vi rispondreanno di "stare quieto" altrimenti scatteranno i "controlli" nei vostri confronti.................più chiaro di così!
A questo punto vengono fuori Limoncini e Garibaldi che sono pedine importantissime nel progetto che comprende anche tre o quattro inceneritori e i numerosi depuratori costieri (inutili e costosissimi).
Nelle loro funzioni in regione saranno determinanti!!
Garibaldi è fedelissimo, crede di essere assai scaltro ed è certamente pronto a far parte dell'associazione; inoltre gestisce Antonio Vaccarezza (consigliere provinciale e inquisito per le firme false) padre di un giovane di cui parleremo più avanti.
Garibaldi è il più acceso antagonista del tunnel Rapallo Fontanabuona poichè quest'opera gli farebbe perdere il potere che detengono lui e la sua "pre-diletta" Sommariva, attuale facente funzione di sindaco di Cogorno, essendo il comune un crocevia determinante per le vallate.
Garibaldi ha poi un grande progetto per Cogorno e l'Entella che vuole assolutamente realizzare.
Garibaldi, infine, è anche ricattabile per una "cosuccia" da poco che vedremo in un secondo momento!!
Limoncini è la "gallina da mettere in pentola" nel progetto del traforo Rapallo Fontanabuona.
Il traforo non si farà mai ma......... Burlando non ci aveva messo la faccia!?!?
Burlando non lo vuole perchè intanto i voti li ha già presi (!!!) e farà altre due opere che li faranno prendere (ai sui amici) nelle provinciali e nelle comunali di Genova.
I fontanini che faranno allora ?
Aggrediranno l'ex sindaco di Cicagna che ci ha messo faccia e carriera........andrà in pentola e così Burlando si salva, la Lega ci gode, Scandroglio si farà i suoi affari!!
L'UDC - Monteleone, of course! - dirà che, in fondo, Limoncini non era mai stato democristiano e quindi si poteva sacrificare sull'altare dell'alleanza.
Quindi i prossimi cinque anni promettono queste cose:
1) Niente tunnel Rapallo Fontanabuona.
2) Associazione mafiosa diffusa ovunque.
3) Comuni pronti a soggiacere ad ogni possibile scempio.
4) Cantieri devastanti aperti ovunque.
5) Danno ambientale enorme (La Morelli, trombatissima, dov'è finita?)
6) I cittadini di sx "zitti e muti"....Burlando è PCI/DS/PD
7) I cittadini di dx "zitti e oliati" nei loro piccoli affarucci...........
8) Il Levante assomiglierà finalmente a Montecarlo!!!!!!!!!!!!!!!!!
La colmata di Lavagna sarà la scacchiera dove si giocherà la partita Limoncini Garibaldi; entreranno nel gioco anche Antonio Vaccarezza, suo figlio Mirko, alcuni colpi di pistola sparati qualche anno fa, e alcune "famigliole" del circondario.
Ne parleremo appena costituita la giunta e appena Claudio Burlando, neo eletto presidente, scioglierà le "riserve" (ovvero terminerà la distribuzione delle poltrone e dei benefici criminali che ne derivano).