lunedì 5 gennaio 2009

Una sentenza che TUTTI devono leggere con attenzione!

La Corte Costituzionale con sentenza 335/2008 Decisione del 08/10/2008, reperibile al sito: http://www.giurcost.org/decisioni/index.html oppure http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_indice.asp?sez=indice&Comando=LET&NoDec=335&AnnoDec=2008&TrmD=&TrmM= ha dichiarato illegittima la Legge Galli nella parte in cui impone il pagamento della depurazione anche in assenza o mancato funzionamento del depuratore. Tale imposizione perde efficacia dall’origine. Quindi il gestore non ha più alcun titolo per esporre la quota depurazione e dovrà restituire a tutti e non solo a chi ne farà esplicita richiesta tutte le somme incassate a tale titolo, l’IVA afferente e gli interessi legali maturati.

Questo il commento dell’AATO appena citato: ”Non vi è dubbio che la discussione apertasi all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale, sarà proficua e consentirà, anche all’ATO 3, di rivedere, con tutti i sindaci, le scelte relative all’articolazione tariffaria”.

Occorre notare che la Corte cita solo la GORI spa e mai il controllore ed azionista di maggioranza Autorità ATO Ente Sarnese Vesuviano. Anche se le azioni sono di Enti Pubblici la spa è un’azienda privata quindi soggiace alle regole del libero mercato e non si applica il Diritto Pubblico. Nessun negozio di ortofrutta espone un prezzo per il primo chilo di mele un prezzo maggiorato per il secondo chilo eccetera ma una riduzione del prezzo al chilo per chi acquista l’intera cassetta. Quindi nasce il sospetto di illegittimità per la tariffe “acqua” luce, gas e nell’immediato prossimo Rifiuti Solidi Urbani che sono modulate secondo scaglioni di consumo ed aliquote progressive come l’IRPEF. Oltretutto per l’acqua: “è necessario considerare l’incidenza delle Quote di servizio e la articolazione tariffaria che prevede un costo dell’acqua crescente in base alle fasce di consumo secondo un metodo progressivo. Tale metodo, già in uso per le tariffe “CIPE”, permette di garantire per le fasce di consumo più basse un costo minore rispetto a quello medio, tale differenza viene poi recuperata attraverso i ricavi relativi ai consumi che eccedono il consumo medio per i quali si applica una tariffa superiore.” (allegato 2 alla Decisione n. 4 datata 22 luglio 2004 della Conferenza dei Sindaci ATO genovese).

Per ogni modulo ho calcolato il costo complessivo per residenti ed altri (non residenti, industriale commerciale, artigianale e diverso) determinato la media e diviso per i metri cubi addotti.

Questo il grafico per il 2006. Come andamento è identico al 2004 e 2005

La linea orizzontale verde rappresenta la tariffa del Servizio Idrico Integrato. Non mi pare si possa asserire che i consumi bassi abbiano una riduzione di costo. Il costo minimo coincide con prezzo del S.I.I. solo nei valori del modulo adottato.

La situazione è leggermente migliorata con i nuovi scaglioni introdotti nel 2007.

Occorre precisare che per il modulo 180 si ha una riduzione per consumi da 116 a 187 mc/anno con un minimo di € 1,387622 per 180mc/anno. Per il modulo 270 si ha un risparmio da 218 a 276 mc/anno il minimo a 270 mc/anno è € 1,404839. Per il modulo 360 è inferiore alla tariffa da 319 a 364 mc/anno il minimo € 1,413448 è a 360 mc/anno. Queste riduzioni non devono trarre in inganno poiché non appena superato il valore del modulo indicato per ogni metro cubo addotto se ne pagano 2,5 mc ed addirittura 3 mc. se si supera il doppio.

Gli aumenti tariffari del grafico si riferiscono al Comune di Lavagna. Ho preso in considerazione il modulo 120 fini al 2006 e 180 per i successivi.

Tali incrementi sono stati giustificati con l’affermazione che i Comuni addebitavano sulla tariffa idrica sono il costo del personale. I costi di ammortamenti ed investimenti erano scaricati sulla fiscalità generale. Detti costi sono stati trasferiti al gestore che li riscuote direttamente da tutti gli utenti, anche quelli che soggiornano nella Provincia per alcuni mesi.

Analizzare i dati rilevati dall’AATO di Genova è un’impresa ardua. Comunque il Comune di Genova ha usufruito, in questi anni, di opere e quindi sgravi per diversi milioni di Euro. Considerato che le spa se non guadagnano falliscono e che detto Comune possedeva il 51% delle azioni AMGA spa ora il 26% della IRIDE spa avrà pur guadagnato qualcosa. Non si capisce come mai chieda allo Stato il rimborso del mancato introito dell’ICI sulla prima casa, sgravio di cui godono solo alcuni tra i residenti. Ho l’impressione che l’abolizione dell’ICI sulla prima casa sia pagata anche da chi è in affitto una volta quando apre il rubinetto e la seconda sulla fiscalità generale nazionale.

Ai rassegnati posso dire che la sentenza della Corte Costituzionale dimostra che qualcosa si può e si deve fare.

Di certo è difficile la “lobby” delle internazionali delle acque sono forti e possono influenzare la Banca Mondiale, hanno rappresentanze presso la CEE e possono finanziare campagne pubblicitarie.

L’esperienza dimostra che in Brasile, Bolivia, Indonesia, Ghana l’acqua è diventata merce di lusso a cui possono accedere solo i ricchi. Di certo non sono interessate a territori some la Somalia ed Eritrea che ricevono pozzi con i contributi dei dipendenti delle forze armate italiane e sensibilizzati. Gli AATO si sono raggruppati in Associazione Nazionale degli Enti o Autorità di Ambito (A.N.E.A.).

Per contro noi siamo divisi, (il territorio italiano è stato diviso in 96 ATO e circa 590 tariffe) e ciascuno può agire solo nel proprio Ambito. Il Parlamento italiano è diviso in maggioranza ed opposizione impegnati a far finta di litigare tra loro per cui, anche sensibilizzando tutti i parlamentari nei confronti delle Istituzioni europee ed internazionali le nostre forze sarebbero dimezzate.

Noi, cadendo nella loro trappola, discutiamo se l’acqua debba essere pubblica o privata. Non consideriamo che se fosse pubblica (art. 53 della Costituzione) tutti saremmo tenuti a concorrere in ragione della propria capacità contributiva ma gli introiti debbono essere riscossi dagli enti pubblici. Se fosse privata ciascuno di noi dovrebbe poter scegliere, tra le aziende in competizione tra loro, quella che più conviene così come facciamo quando acquistiamo un vestito, un paio di scarpe o la frutta, telefonia gas e luce .

Il problema vero è che, con il tacito consenso di tutto il Parlamento, l’acqua è un bene pubblico negli oneri: Ci viene imposta una tariffa formulata, con affermazioni non corrispondenti al vero, ai sensi del citato art. 53 con scaglioni ed aliquote crescenti; ma merce (privata) negli utili che le aziende usano per concentrarsi ed eludere la concorrenza. L’antitrust è già intervenuta nei confronti di due società.

Tra gli AATO che ho potuto conoscere (guardare tutti i 96 è troppo laborioso) le azioni delle spa sono possedute in maggioranza da enti pubblici che costituiscono l’Autorità d’ambito. L’Autorità citata (Ponzio) stabilisce le tariffe che Pilato incassa.

Vorrei poter chiedere al Parlamento intero ed al Presidente della Repubblica in qualità di garante della Costituzione: Lo Stato può delegare il potere impositivo ad aziende private?

Faccio notare che le società di cui parliamo gestiscono anche i servizi gas, luce (liberalizzati) e prossimamente rifiuti solidi urbani le uniche che applicano non prezzi ma tariffe articolate.

Il 31 prossimo scade la convenzione AATO Genova /Amga spa. Entro tale data doveva essere bandita un gara per l’assegnazione della gestione del Servizio Idrico Integrale. I cittadini contribuenti possono essere informati? Oppure siamo considerati “servi della gleba”? Le aziende private possono prendere decisioni anche senza avvisare i clienti ma gli atti degli Enti Pubblici devono essere conosciuti da tutti i cittadini che hanno il diritto di essere informati per esprimere un giudizio consapevole e cosciente.

Antonio Pascucci da Lavagna.




giovedì 11 dicembre 2008

Oggi è il "grande giorno", Burlando deve prendere posizione!




Questa sera si avrà finalmente la possibilità di sapere se Burlando vuole o no essere riconfermato presidente della regione Liguria.

Questa sera da Burlando si attendono risposte politiche, non chiacchiere per ingannare il tempo, e con esso i cittadini che aspettano soluzioni innovative - anzi rivoluzionarie - ovvero di sinistra...e non solo.
Burlando questa sera deve dichiararsi, assumere responsabilità, tagliare il cordone ombelicale che lo lega ai ne-fasti della sinistra italiana che per decenni è campata di rigido conservatorismo radicato alla tenuta ad oltranza delle posizioni raggiunte.
Questa sera Burlando dovrà dare il meglio di se.....da ora in avanti dovrà "diventare grande"!
Se farà così sarà CERTAMENTE riconfermato presidente della Regione!

Ma il tunnel è solo l'inizio del percorso innovativo; è solo un tassello della nuova "visione turistica" che andrà a procurare rilevanti sviluppi dell'intero comprensorio levantino..............parliamone da oggi fino alla concreta realizzazione!
Auguri

giovedì 4 dicembre 2008

Tunnel Rapallo Fontanabuona....Giovedì 11 dicembre la presentazione.



Tunnel della Fontanabuona «Ecco lo studio di fattibilità»

CICAGNA. Lo studio di fattibilità del tunnel per collegare la Fontanabuona alla costa è pronto e sarà presentato alla popolazione e ai
pubblici amministratori della Fontanabuona e di Rapallo giovedì
11 dicembre alle ore 21 al cinema teatro di Monleone. L’incontro è stato organizzato dalla Regione, lo studio di fattibilità del traforo è opera di
Filse. La novità viene accolta con soddisfazione da tutti i sindaci della Fontanabuona. «Questa per noi della vallata commenta il primo cittadino di Cicagna, Marco Limoncini è un’ulteriore prova che la Regione vuole andare avanti con il tunnel. Ringraziamo il presidente della Regione, Claudio Burlando, che sta mantenendo le promesse e che ci segue con costanza su questo tema».
Una conferma arriva anche da Roberto Merlo di Filse. «L’incontro dice
Merlo è stato organizzato dalla Regione mentre Filse ha sviluppato
lo studio sia dal punto di vista degli interventi necessari per
realizzare l’opera, sia per la gestione della parte economica, vista assieme
ai colleghi di SviluppoGenova».
Il coordinatore del Pd Fontanabuona Gianni Dondero esprime a sua volta compiacimento. «Possiamo constatare che quanto annunciato
da Burlando si sta effettivamente concretizzando: lo studio di fattibilità è pronto anche se qualcuno non ci credeva. Ora ascolteremo i dettagli».
All’appuntamento, oltre a Burlando e agli amministratori locali e
di Rapallo, saranno presenti il presidente della Provincia, Alessandro
Repetto, i rappresentanti dell’Anas e della Società Autostrade. «Prenderemo atto dei risultati dello studio di fattibiltà, poi si potrà procedere – dice Limoncini . Si andrà avanti al di là delle polemiche: i 25milioni di euro della Regione ci sono, lo studio pure. Per completare il finanziamento dell’opera ci verrà detto se se ne occuperà Società Autostrade con Anas, se soggetti privati oppure pubblici: noi aspettiamo fiduciosi».
Nei giorni scorsi i parlamentari del Pdl Luigi Grillo e Michele Scandroglio
avevano rilanciato la gronda di Levante. Posizione differente quella della parlamentare del Pdl Gabriella Mondello, la quale aveva chiesto opportune verifiche sui finanziamenti.
Mondello,però, aveva dichiarato disponibilità per «lavorare senza polemiche, ma con tavoli di confronto per costruire e realizzare. Le infrastrutture non hanno colore politico, ma servono moltissimo ai cittadini.

GLORIA BARBETTA
La presentazione giovedì 11 dicembre a Monleone.
LaRegione ha organizzato l’incontro

lunedì 24 novembre 2008

Biasotti "tira il pacco" ai rapallesi!




In una gelida serata i cittadini rapallesi confluiti nella sala dell'Hotel Europa, dedicata all'incontro con il candidato alla presidenza regionale, Biasotti, hanno avuto una amarissima sorpresa: Biasotti aveva "da fare" a Roma !!!!!!!!

Così ai cittadini intervenuti è rimasta la possibilità di scegliere tra tre soluzioni:perdere tempo ad ascoltare inutili chiacchiere, oppure andare altrove, oppure ancora "digerire" la delusione e fingere di mostrare interesse rimanendo in sala!

Per un candidato ad una carica di alta amministrazione un "buco di programmazione", nel senso che si è rivelato nella sua pienezza ieri sera, ha qualche cosa di inquietante...................."aveva da fare a Roma" non è un messaggio rassicurante, anzi è molto preoccupante.

La cittadinanza ambisce ad avere contatti "epidermici" con i suoi rappresentanti, in particolare quando sono ancora nella fase della pre-candidatura.

Che Biasotti si stia .....defilando?
Ha un ragionevole dubbio sulle sue possibilità di successo?

Certo che per adesso Burlando gli è di molto superiore nella capacità e nella volontà di rapportarsi con il pubblico.
Resterà tutto così o ci saranno variazioni di comportamento ?
Biasotti deve migliorare parecchio nella sfera della comunicazione diretta.........principalmente mantenendo gli impegni e rendendosi disponibile.
Rimarremo in una posizione di osservazione attenta.

sabato 22 novembre 2008

Burlando tra la gente di Bogliasco




Il presidente della regione liguria, Claudio Burlando, ha presenziato a diverse occasioni di incontro nel comune di Bogliasco: ha visionato i danni della recente mareggiata, ha inaugurato un nuovo centro di contatto tra i cittadini e la ASL, ha "ascoltato" le lagnanze della popolazione.


Durante l'incontro con i cittadini gli sono state rivolte alcune domande di normale amministrazione: disservizi, disagi, deficienze strutturali.

Lui ha risposto da "buon amministratore genovese".

In sostanza ha detto che: "arriva dove può, dopo aver verificato dove può arrivare!!
"


Ad una domanda molto differente dalle altre ha finto di dare risposta e gli abbiamo inviato la seguente e-mail della quale daremo conto degli sviluppi:


ECCO IL TESTO DELLA E-MAIL INVIATA A :

presidente.giunta@regione.liguria.it


da: ORAS 22 NOVEMBRE 2008

Nella riunione pubblica tenutasi in data odierna, in comune di Bogliasco, alcuni cittadini hanno rivolto domande al presidente Burlando.
Le risposte, dettagliate e precise, hanno soddisfatto gli intervenuti.
Nel caso delle domande poste dal rappresentante della associazione scrivente, è apparso invece un percorso netto e deciso di elusione dei temi.
Vorremmo qui ribadirli, consci della possibilità che siano sfuggiti all'attenzione del presidente Burlando.
Veniva chiesto se il presidente considerava scelta logica l'impianto di depurazione comprensoriale del Levante collocato in Fontanabuona, con riferimento ai percorsi di economicità, di funzionalità, di pubblicità e di convenienza sotto i profili: turistico, della qualità della vita di residenti e ospiti e della possibilità di ricavo economico e di nuove opportunità lavorative.
Il presidente Burlando rispondeva, da ingegnere, dicendo che si trattava di soluzione percorribile ed aggiungeva alcune visioni - prettamente tecniche - sulla validità del progetto (costo degli impianti e costo dei trasferimenti, costo delle sostituzioni ecc.)
Le risposte mancanti, fondamentali e "politiche" si riferivano a questi quesiti :
1) Come ritiene che sia possibile vendere nei pacchetti turistici il "valore delle acque di balneazione" quando i comuni non hanno depuratori; non hanno possibilità di realizzarli per evidente mancanza di spazi; se ricavassero gli spazi a mezzo di colmate i tempi e i costi sarebbero enormi; se comunque si scegliesse questo percorso ci sarebbe sempre pendente il dubbio della efficacia del trattamento con il conseguente ragionevole dubbio della qualità dello sversato in mare.
2) Ritiene che si possa continuare a lungo a sversare in mare prodotti che comunque avrebbero un valore di mercato altissimo - siamo così ricchi ?
3) Perchè ci si ostina a considerare i rifiuti solidi portatori di reddito da recupero, e quindi si spinge la differenziata
, e non si pensa minimamente al valore enorme del "trattato" che proviene dal riciclo della depurazione ?

Queste sono risposte che un presidente di regione deve dare necessariamente, è un fatto politico!
Comprendiamo bene come sia facile per un ex ministro dei trasporti e ingegnere, rispondere con infiniti dettagli a domande "facili facili" che ineriscono i treni ma.......................la regione è anche altro!
Grazie per quanto vorrà rispondere e per la qualità, auspicabile, della risposta.

Nota: in attesa di risposta procederemo a rivolgere le medesime domande a Biasotti - probabile "competitore" nelle prossime elezioni regionali - nella riunione di lunedì sera a Rapallo.

ORAS
a.p.

sabato 15 novembre 2008

MASSIMA ATTENZIONE ! Come reagire ?


Mentre siamo intenti a diffondere il progetto del depuratore comprensoriale che recupererà milioni di metri cubi di acqua, arricchendo le popolazioni del levante, il governo, in ossequio a leggi economiche sovranazionali, a noi ben note, approva l'art . 23 bis del decreto 112, mettendoci a "rischio sete" per il futuro!




L'attenzione ai problemi sociali deve essere altissima!

La partecipazione è l'unica arma !



Articolo 23-bis. DL 112/2008 "Legge Tremonti"
(Servizi pubblici locali di rilevanza economica).

1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l'affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei princìpi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i princìpi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili.

2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei princìpi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei princìpi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei princìpi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità.

3. In deroga alle modalità di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l'affidamento può avvenire nel rispetto dei princìpi della disciplina comunitaria.

4. Nei casi di cui al comma 3, l'ente affidante deve dare adeguata pubblicità alla scelta, motivandola in base ad un'analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all'Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle autorità di regolazione del settore, ove costituite, per l'espressione di un parere sui profili di competenza da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione.

5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.

6. È consentito l'affidamento simultaneo con gara di una pluralità di servizi pubblici locali nei casi in cui possa essere dimostrato che tale scelta sia economicamente vantaggiosa.
In questo caso la durata dell'affidamento, unica per tutti i servizi, non può essere superiore alla media calcolata sulla base della durata degli affidamenti indicata dalle discipline di settore.

7. Le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze e d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, possono definire, nel rispetto delle normative settoriali, i bacini di gara per i diversi servizi, in maniera da consentire lo sfruttamento delle economie di scala e di scopo e favorire una maggiore efficienza ed efficacia nell'espletamento dei servizi, nonché l'integrazione di servizi a domanda debole nel quadro di servizi più redditizi, garantendo il raggiungimento della dimensione minima efficiente a livello di impianto per più soggetti gestori e la copertura degli obblighi di servizio universale.

8. Salvo quanto previsto dal comma 10, lettera e), le concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedure diverse dall'evidenza pubblica cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante. Sono escluse dalla cessazione le concessioni affidate ai sensi del comma 3.

9. I soggetti titolari della gestione di servizi pubblici locali non affidati mediante le procedure competitive di cui al comma 2, nonché i soggetti cui è affidata la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali degli enti locali, qualora separata dall'attività di erogazione dei servizi, non possono acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, né svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati, né direttamente, né tramite loro controllanti o altre società che siano da essi controllate o partecipate, né partecipando a gare. Il divieto di cui al periodo precedente non si applica alle società quotate in mercati regolamentati. I soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere alla prima gara svolta per l'affidamento, mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, dello specifico servizio già a loro affidato. In ogni caso, entro la data del 31 dicembre 2010, per l'affidamento dei servizi si
procede mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica.

10. Il Governo, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni ed entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, nonché le competenti Commissioni parlamentari, adotta uno o più regolamenti, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al fine di:
a) prevedere l'assoggettamento dei soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali al patto di stabilità interno e l'osservanza da parte delle società in house e delle società a partecipazione mista pubblica e privata di procedure ad evidenza pubblica per l'acquisto di beni e servizi e l'assunzione di personale;

b) prevedere, in attuazione dei princìpi di proporzionalità e di adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione, che i comuni con un limitato numero di residenti possano svolgere le funzioni relative alla gestione dei servizi pubblici locali in forma associata;

c) prevedere una netta distinzione tra le funzioni di regolazione e le funzioni di gestione dei servizi pubblici locali, anche attraverso la revisione della disciplina sulle incompatibilità;

d) armonizzare la nuova disciplina e quella di settore applicabile ai diversi servizi pubblici locali, individuando le norme applicabili in via generale per l'affidamento di tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonché in materia di acqua;

e) disciplinare, per i settori diversi da quello idrico, fermo restando il limite massimo stabilito dall'ordinamento di ciascun settore per la cessazione degli affidamenti effettuati con procedure diverse dall'evidenza pubblica o da quella di cui al comma 3, la fase transitoria, ai fini del progressivo allineamento delle gestioni in essere alle disposizioni di cui al presente articolo, prevedendo tempi differenziati e che gli affidamenti diretti in essere debbano cessare alla scadenza, con esclusione di ogni proroga o rinnovo;

f) prevedere l'applicazione del principio di reciprocità ai fini dell'ammissione alle gare di imprese estere;

g) limitare, secondo criteri di proporzionalità, sussidiarietà orizzontale e razionalità economica, i casi di gestione in regime d'esclusiva dei servizi pubblici locali, liberalizzando le altre attività economiche di prestazione di servizi di interesse generale in ambito locale compatibili con le garanzie di universalità ed accessibilità del servizio pubblico locale;

h) prevedere nella disciplina degli affidamenti idonee forme di ammortamento degli investimenti e una durata degli affidamenti strettamente proporzionale e mai superiore ai tempi di recupero degli investimenti;

i) disciplinare, in ogni caso di subentro, la cessione dei beni, di proprietà del precedente gestore, necessari per la prosecuzione del servizio;

l) prevedere adeguati strumenti di tutela non giurisdizionale anche con riguardo agli utenti dei servizi;

m) individuare espressamente le norme abrogate ai sensi del presente articolo.

11. L'articolo 113 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, è abrogato nelle parti incompatibili con le disposizioni di cui al presente articolo.

12. Restano salve le procedure di affidamento già avviate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

domenica 9 novembre 2008

Meeting sul paesaggio, la Regione si avventura verso un progetto organico ?





Nei giorni 13 - 14 - 15 novembre si terrà il convegno organizzato dalla regione.

Cliccare qui sotto per aprire la brochure.................

Meeting sul paesaggio